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UEFA Nations League: si parte a settembre 2018

dalla Redazione

Fiocco rosa per la grande famiglia del calcio mondiale. Vedrà la luce tra un anno, esattamente il 6 settembre 2018, la UEFA Nations League. Presentata ufficialmente ieri a Nyon, in occasione del Comitato Esecutivo UEFA, la nuova competizione coinvolgerà 55 nazionali europee e andrà a sostituire gran parte delle tradizionali amichevoli.

Il format della manifestazione, che avrà cadenza biennale, prevede promozioni e retrocessioni, con le partecipanti inserite in quattro divisioni in base al Ranking UEFA per nazionali aggiornato al prossimo 11 ottobre. Nella Divisione A giocheranno le nazionali con il ranking più alto, mentre nella Divisione D quelle con il coefficiente più basso.

Ogni divisione verrà ulteriormente ripartita in quattro gironi da tre o quattro squadre, che si affronteranno in casa e in trasferta da settembre a novembre 2018, giocando quindi da quattro a sei partite nelle date già previste dal calendario internazionale.

Le nazionali vincitrici dei rispettivi gironi verranno promosse e le ultime retrocesse. Le quattro vincitrici della Divisione A si qualificheranno alla fase finale della UEFA Nations League, che si giocherà nel giugno 2019. La formula prevede due semifinali, una finale e una ‘finalina’ per il terzo posto. Nel dicembre 2018 verrà scelta dal Comitato Esecutivo UEFA la nazione ospitante tra le quattro finaliste.

Il sorteggio per la UEFA Nations League si terrà il 24 gennaio 2018 presso lo ’SwissTech Convention Centre’ di Losanna, quando verrà inoltre svelato il trofeo in palio. Da sottolineare che la manifestazione metterà anche in palio 4 posti per EURO 2020: le qualificazioni per il primo Europeo itinerante della storia resteranno pressoché invariate, iniziando però nel mese di marzo anziché a settembre. Nelle ‘European Qualifiers’, le squadre verranno suddivise in dieci gironi da cinque o da sei e le prime due classificate di ciascun gruppo si qualificheranno alla fase finale.

I restanti quattro posti verranno decisi dagli spareggi delle ‘European Qualifiers’, ai quali accederanno le 16 vincitrici dei gironi della UEFA Nation League, che verranno suddivise in quattro gruppi da quattro. Se la vincente di un girone si è già qualificata attraverso le ‘European Qualifiers’, il posto verrà assegnato alla squadra che segue in classifica nella propria divisione. Se una divisione non ha quattro squadre per completare un gruppo, allora i posti a disposizione verranno occupati dalle squadre di un’altra divisione, secondo la classifica generale della UEFA Nations League.

Ciascuna divisione avrà una propria fase finale, con semifinale e finali, e la vincente di ognuna delle 4 fasi finali avrà diritto a partecipare ad EURO 2020.

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Consiglio federale: approvati i nuovi principi informatori

 

di Flavio Grisoli

 

Come ampiamente previsto, il Consiglio federale della Federcalcio ha approvato all’unanimità i nuovi principi informatori (in attesa addirittura dal 2007) che ora dovranno essere recepiti dalle Leghe. E’ stato dato tempo fino al 10 ottobre alle Leghe per provvedere al necessario aggiornamento delle rispettive normative. Prima dell’adeguamento ai suddetti principi, le Leghe prive di organi direttivi non potranno celebrare alcuna Assemblea elettiva. Nello specifico, i nuovi principi prevedono che le Leghe professionistiche si dotino di una governance moderna e più efficiente che contempli la presenza di membri indipendenti (presidente, vice presidente e amministratore/consigliere delegato) e la redistribuzione dei poteri in capo agli organi direttivi. Il presidente Tavecchio poi, preso atto della mancata costituzione dell’Assemblea elettiva della Lega di B, ha formalizzato la nomina di Mauro Balata come commissario della Lega cadetta fino a fine anno.

 

 

 

 

 

 

 

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Serie A “I dolci sapori”, Bertolini: “Sarà un grande campionato”

 

di Flavio Grisoli

 

Tra i volti più sorridenti presenti al Bar del Tennis del Foro Italico questa mattina non poteva che esserci lei, Milena Bertolini. Il nuovo commissario tecnico della Nazionale femminile non ha fatto mancare la sua presenza e ci ha dato il suo punto di vista sulla stagione che sta per iniziare: “Sicuramente sarà il campionato più combattuto degli ultimi dieci anni – il commento dell’ex tecnico del Brescia, con cui ha vinto due scudetti, due coppe italia e tre supercoppe italiane – ci sono tantissime squadre di ottimo livello. Io per il momento ho fatto visita nei ritiri delle tre che forniscono più giocatrici alla Nazionale – Fiorentina, Brescia e la neonata Juventus – e ho visto una bella atmosfera. Nelle prossime settimane continuerò il mio tour e visiterò anche tutte le altre squadre”. Indubbiamente, da parte della FIGC, è stata la scelta giusta quella di Milena Bertolini. Donna, con esperienza nel campionato italiano e a livello internazionale con il Brescia e soprattutto vincente. C’è un obiettivo da conquistare: la qualificazione al Mondiale del 2019 che si giocherà in Francia. La nostra Nazionale non arriva alla fase finale dal 1999. Il girone di qualificazione (che inizia a metà settembre) oltre all’Italia coinvolge Moldavia, Romania, Portogallo e Belgio) ci rende fiduciosi: “Sì, diciamo di sì – replica Bertolini, che rimane cauta – però dobbiamo dire che questo Europeo al quale abbiamo appena assistito ci ha fatto capire come nazioni emergenti tipo l’Austria alla quale nessuno dava una chance, abbiamo avuto un cammino più lungo di altre big. Il livello si sta alzando e tutte le Federazioni stanno investendo molto sul calcio femminile. Noi abbiamo questo grande obiettivo, si riparte da gran parte del gruppo che ha affrontato l’Europeo perché a parte la partita disastrosa contro la Russia, con Germania e Svezia abbiamo dimostrato di potercela giocare alla pari. Non partiamo con la presunzione che questo girone sia facile, ma con l’umiltà e la voglia di fare bene che sono gli ingredienti fondamentali per raggiungere l’obiettivo”.

 

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Serie A “I dolci sapori”: c’è più gusto nel calcio

 

di Flavio Grisoli

 

Non c’è che dire che il claim associato alla nuova Serie A femminile è venuto semplice, grazie al nuovo sponsor. E infatti abbiamo deciso di inserirlo nel titolo di questo pezzo. Uno sponsor, già. Questa sicuramente è stata una delle maggiori novità che hanno caratterizzato la mattinata al Bar del Tennis del Foro Italico a Roma, dove il calcio femminile l’ha fatta da padrone. Alla presenza delle massime cariche del calcio e dello sport italiano si è dato ufficialmente il via alla nuova stagione di calcio in rosa. Serie A che sarà accompagnata da “I dolci sapori”, azienda di pasticceria presente sul mercato addirittura dal 1947, che ha voluto investire nel movimento in rosa. L’amministratore delegato Matteo Pinciroli ha parlato di “Emozioni, valori cardine dello sport che nel calcio femminile troviamo ancora presenti e che magari in altri contesti si sono un po’ persi. E’ con il cuore pieno di gioia che intraprendo questa avventura”. Raggianti il presidente della LND Cosimo Sibilia e il vicepresidente con delega al calcio femminile Sandro Morgana. Entrambi stanno facendo tanto per il movimento in rosa e la splendida riuscita della giornata odierna dà fiducia per il futuro: “Stiamo portando avanti un gran lavoro – dice il numero uno dei dilettanti – e vogliamo fare sempre di più”. Gli fa eco Morgana: “L’anno scorso questa sala non era di certo così gremita, e ci auguriamo che il prossimo sia ancora più piena. Quest’anno saranno ben cinque le società professionistiche ai nastri di partenza della Serie A (Fiorentina, Juventus, Sassuolo, Empoli e Chievo Verona), e il prossimo anno arriveranno anche Inter e Milan e speriamo la Roma. Non dobbiamo avere paura di queste nuove realtà che hanno una capacità di spesa molto più elevata di quello a cui eravamo abituati. La strada è stata tracciata, e crediamo di aver imboccato il sentiero giusto”. Il presidente del CONI Malagò ha speso parole di grande elogio per il calcio femminile: “Era ora che si creasse tutto questo interesse. A me sta molto a cuore questa disciplina e mi auguro di vedere colmato il gap con le realtà del Nord Europa presto”, così come il presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio, che al di là delle parole di circostanza ha fissato il prossimo obiettivo: “Dobbiamo concentrarci sulle giovanili. Dobbiamo allargare la base. Ora dopo l’Under 12 professionistica non c’è nulla, dobbiamo creare i campionati successivi”. L’anno scorso, in questa stessa circostanza, si respirava un’altra aria. C’era disillusione, la convinzione che le cose non sarebbero mai cambiate. Adesso, invece, i volti sono di tutt’altro tipo. Più sorrisi, più speranza di vedere finalmente sbocciare un fiore a cui serviva solamente un po’ di luce in più.

 

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presentazione calendari serie A 2016-2017

Serie A: passa la linea Tavecchio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Flavio Grisoli

 

Doveva essere la giornata dello schiaffo al Commissario, nonché presidente federale. Il giorno che avrebbe dovuto segnare l’inizio della crisi. Invece Carlo Tavecchio ne è uscito se possibile, rafforzato. E’ stata un’Assemblea di Lega Serie A fiume (oltre sei ore) che, nelle intenzioni del fronte creato da Claudio Lotito (da mesi in aperto contrasto con Tavecchio) doveva eleggere un “presidente-ponte” per togliere da mezzo il Commissario e continuare a fare quello che i 20 padri padroni del calcio italiano avevano fatto finora: nulla. Sulle loro teste incombeva comunque la votazione dei nuovi principi informatori imposti dalla FIGC (ovvero la definizione di regole di governance definite e uguali per tutte le Leghe), ma non c’è dubbio che, in caso di “vittoria” del fronte-Lotito ci sarebbe stata battaglia anche su questo. Insomma, la partita si giocava innanzitutto sul trovare una convergenza (servivano 15 voti) su un nome, per “eliminare” il Commissariamento. Tutti, anche fra gli addetti ai lavori nella giornata di lunedì dopo il Consiglio federale, si aspettavano questo rovesciamento. E un indebolimento di Tavecchio. D’altronde era stato lo stesso presidente federale ad ammettere che “sparava coi proiettili di sale” e che l’Assemblea di Lega avrebbe votato “secondo coscienza”. Dichiarando che aveva ben poco potere, sia decisionale in senso proprio, ma anche di moral suasion nei confronti dei litigiosissimi presidenti di Serie A. Fatto sta che in due giorni, o in un giorno e mezzo qualcosa deve essere cambiato. Perché la convergenza non è stata trovata, e quindi il Commissariamento prosegue nell’attesa della prossima Assemblea che si terrà a breve: “Nel giro di venti giorni - ha dichiarato Tavecchio in sala stampa dopo la riunione – faremo approvare le nuove norme per creare una governance più snella che avrà in capo gran parte dei poteri che ora sono in mano all’Assemblea”. Sì, perché al momento e fino ad ora, qualsiasi decisione da prendere in Lega doveva passare per il vaglio dell’Assemblea. Come aveva fatto notare il dg della FIGC Uva lunedì scorso: “Si doveva votare anche per l’acquisto delle penne”. E’ chiaro che un’associazione di miliardari non poteva essere gestita come un condominio. Ma il potere, anche quello fine a sé stesso, ha sempre troppo fascino. Quindi fa ancora più scalpore il fatto che, comunque, dopo ampio e acceso dibattito, alla fine sia passata all’unanimità dei presenti (non c’erano Crotone e Chievo) la linea di Tavecchio: la nuova governance della Lega di A sarà composta da un presidente “formale”, un amministratore delegato con ampi poteri operativi (in questa figura risiederà il “cuore” decisionale della Lega) e un direttore generale. Il Consiglio di Lega (che prenderà di fatto il posto dell’Assemblea come organo esecutivo) sarà completato da 4 consiglieri espressioni dei club. Poi ci saranno i due consiglieri federali. “E’ stato fatto un passo in avanti notevole per questo Palazzo”, le parole di Tavecchio. Altro aspetto non meno importante, quello della nuova ripartizione dei diritti televisivi, da sempre terreno di aspro scontro fra i presidenti. Anche qui il lavoro portato avanti dal sub-commissario Uva ha portato i suoi frutti, visto che è stata aumentata la quota fissa da dividere in parti uguali fra le società e quella legata alla meritocrazia. Rivisti anche i termini per il “paracadute” da corrispondere alle società che retrocedono in Serie B.

 

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