Il tesseramento dei dilettanti

 

Il tesseramento dei calciatori è disciplinato dall’articolo 39 delle NOIF, il quale prevede che siano “tesserati per la FIGC, su richiesta sottoscritta e inoltrata per il tramite della società per la quale intendono svolgere l’attività sportiva”. Il tesseramento tout court dei calciatori dilettanti, così come dei giovani dilettanti ha luogo mediante la compilazione di un modulo giallo, denominato “Richiesta di Tesseramento alla FIGC o Aggiornamento Posizione di Tesseramento”. Tale modulo è idealmente contraddistinto da cinque parti: 1) la parte riservata ai dati della società che intende tesserare il calciatore (denominazione sociale, comune di residenza ed indirizzo, numero di matricola FIGC); 2) la parte riservata ai dati del calciatore (cognome e nome, codice fiscale, sesso, cittadinanza, comune di nascita, numero di matricola FIGC se già stata attribuita, data di nascita, indirizzo di residenza); 3) la parte riservata alla tipologia di tesseramento o di aggiornamento della posizione di tesseramento con relativo vincolo, rispetto alla quale torneremo successivamente; 4) la parte dedicata agli impegni che assumono il calciatore e la società nel sottoscrivere tale modulo, con particolare riferimento alla clausola compromissoria, così come alle disposizioni previste in materia di tutela sanitaria e di lotta contro il doping, alle garanzie assicurative insite nel tesseramento ed infine al trattamento dei dati personali; 5) la parte riservata alla firma del calciatore, alla firma di chi esercita la potestà genitoriale sul calciatore qualora quest’ultimo sia minorenne, il timbro della società e la firma del presidente. Quest’ultima parte è sicuramente una delle più importanti in quanto l’assenza di una firma o del timbro rende inefficace la Richiesta. Le Carte federali riportano in modo inequivocabile l’evidente disposizione per la quale “non è consentito il tesseramento contemporaneo per più società”. In caso di più richieste di tesseramento, è considerata valida quella depositata o pervenuta prima. Al calciatore che nella stessa stagione sportiva sottoscrive richieste di tesseramento per più società si applicano le sanzioni previste dal Codice di Giustizia Sportiva”. Una particolare attenzione deve essere prestata al caso dei minorenni, rispetto ai quali è necessaria la sottoscrizione di entrambi i genitori o comunque di tutti coloro che ne esercitano la potestà genitoriale. A questa regola può farsi eccezione in caso di: a) accertata o comprovata lontananza, incapacità od altro impedimento assoluto di uno dei genitori (Art.317 del Codice Civile, Comma1); b) separazione, scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, allorquando risulti comprovato l’affidamento del figlio ad uno dei genitori (Artt. 317, Comma 2, ed Art.155 del Codice Civile); c) riconoscimento del figlio naturale da parte di uno solo dei genitori; d) nomina di un curatore speciale (Art. 321 del Codice Civile) o di un tutore (Art. 343 e ss del Codice Civile). Nei casi di cui sopra è necessario allegare alla richiesta di tesseramento un’autocertificazione da parte di un genitore o di chi esercita la potestà genitoriale. In caso contrario le richieste di tesseramento e di trasferimento sprovviste della firma di entrambi i genitori verranno ritenute nulle. Tuttavia, rispetto a questo tema, è particolarmente interessante come recentemente, la Corte di Giustizia Federale abbia sentenziato quanto sia “improprio ascrivere il tesseramento del minore alla FIGC nell’ambito degli atti di straordinaria amministrazione. In considerazione, comunque, degli atti che, ai sensi dell’art. 320 c.c., a giurisdizione statale ritiene possano essere posti in essere anche da uno solo dei genitori esercenti la potestà genitoriale, atti tra i quali sono annoverati quelli concernenti le scelte educative sul presupposto che per essi non si configurano gli estremi della straordinaria amministrazione”. In questo senso la “Corte ritiene necessario aggiornare il proprio indirizzo e prendere atto che, all’attualità, non sussistono obiettivamente significative ragioni meritevoli di giuridica considerazione, in virtù delle quali continuare a qualificare in termini di sostanziale atto di straordinaria amministrazione il tesseramento di un calciatore minorenne. Ne consegue che un simile atto può essere legittimamente compiuto anche disgiuntamente da ciascuno dei genitori esercenti la potestà genitoriale, nel caso di specie anche per l’esigenza di salvaguardare l’affidamento che la società tesserante può aver riposto nella autenticità delle sottoscrizioni da parte di entrambi i genitori del calciatore minorenne, sottoscrizione da uno di essi disconosciuta solo a distanza di anni dal tesseramento e nella dichiarata consapevolezza ed accettazione della sua esistenza, ciò che non può non rilevare quale circostanza sintomatica di un effettivo e concorde consenso degli esercenti la potestà genitoriale.

 

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