Il nuovo sistema della Giustizia Sportiva

 

Il 2014 sarà un anno di cambiamenti in ambito normativo-sportivo. Il maggio prossimo la FIFA effettuerà delle modifiche al Regolamento Agenti Calciatori, tanto che la FIGC ha deciso di non aderire all’esame per Agenti di calciatori del 3 Aprile indetto dalla FIFA. Dal punto di vista della giustizia sportiva, nel dicembre scorso, la Giunta Nazionale del CONI ha presentato la bozza del testo di modifica degli articoli 12, 12bis e 12ter dello Statuto relativi agli organi di giustizia del CONI. Ad oggi gli organi di giustizia previsti dal CONI sono due: l’Alta Corte di Giustizia Sportiva competente per controversie aventi ad oggetto la “lesione” di diritti indisponibili, ossia quei diritti la cui disponibilità è sottratta al titolare del diritto stesso ed a cui non è quindi possibile rinunciarvi; ed il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport competente per le controversie, concernenti diritti disponibili. A seguito di uno studio effettuato è emerso che negli ultimi tre anni, il 95% dei contenziosi è stato promosso dagli appartenenti alla FIGC (tesserati e società), mentre il restante 5% distribuito tra le altre Federazioni. Da tale studio è pertanto emerso che gli organi del CONI hanno svolto la funzione di terzo grado per le controversie derivanti dall’ordinamento sportivo calcistico e perciò, con la riforma verrà dato maggior rilievo a tale dato e verranno soppressi i due organi di giustizia operativi e sostituiti con il Collegio di Garanzia dello Sport e la Procura Generale dello Sport con l’obiettivo primario di garantire e preservare l’autonomia delle Federazioni nell’amministrazione della giustizia, responsabilizzare il più possibile gli organi di giustizia federale, ribadendo ed affermando il potere di vigilanza e di coordinamento attribuito dalla legge al CONI nei confronti delle Federazioni e di garantire il rispetto del principio di lealtà nell’ordinamento sportivo. I nuovi organi di giustizia del CONI interverranno non più e solamente ex post, quali organo di terzo grado come ad oggi avviene, ma anche ex ante, sostenendo l’attività delle procure federali ed intervenendo, con potere di avocazione, anche nei casi in un cui emerga un’immissione tale da pregiudicare l’esercizio dell’azione disciplinare o nei casi in cui la decisione di procedere all’archiviazione sia ritenuta irragionevole. Nel nuovo articolo 12 verranno indicati i due nuovi organi quali appunto, il Collegio di Garanzia dello Sport e la Procura Generale dello Sport le cui competenze saranno riportate nel nuovo art 12 bis. Secondo tale articolo tutte le decisioni non altrimenti impugnabili emesse dagli organi di giustizia sportiva federale relative alla violazione di norme di diritto, ad eccezione di quelle relative alla materia di antidoping e di irrogazione di sanzioni non inferiori a 90 giorni e fino a 10.000 euro, nonché per omessa o insufficiente motivazione su di un punto decisivo della controversia che abbia formato oggetto di disputa tra le parti, potranno essere impugnate davanti al Collegio di Garanzia dello Sport che avrà quindi la tanto auspicata funzione nomofilattica di giudice di legittimità sulla falsa riga della Corte di Cassazione. Inoltre, il Collegio, avrà una doppia veste di: funzione consultiva per il CONI e per le Federazioni Sportive Nazionali e la funzione giurisdizionale per riformare le decisioni impugnate e per decidere in tutto od in parte le controversie o per rinviare all’organo di giustizia federale competente che si era precedentemente espresso e che, in diversa composizione, dovrà ripronunciarsi definitivamente entro 60 giorni, applicando il principio di diritto indicato e dichiarato dal Collegio. Nella bozza di riforma emerge anche la possibilità di suddividere il Collegio in sezioni, probabilmente disciplinare, tecnica, amministrativa ed economica, i cui Presidenti faranno parte del Collegio assieme al Presidente ed ai Consiglieri. Il nuovo art. 12 ter introdurrà invece la figura di un nuovo organo quale la Procura Generale dello Sport con competenza requirente ed inquirente. La nuova “Super Procura” sarà composta da un Procuratore generale, eletto dal Consiglio Nazionale su proposta della Giunta del CONI e da Procuratori Nazionali per lo Sport nominati dal Presidente del CONI su proposta del Procuratore Generale. La novità più rilevante riguarda il potere di avocazione che avrà la super procura in forza del quale potrà, in caso di superamento dei termini per la conclusione delle indagini o di richiesta di proroga degli stessi, avocare l’attività inquirente non ancora conclusa. Nei casi in cui verrà esercitato tale potere, il Procuratore Generale applicherà alla procura federale un procuratore nazionale per l’esercizio dell’attività requirente ed inquirente, fino alla conclusione dei gradi di giustizia sportiva relativi al caso oggetto dell’azione avocata. Tale riforma, che comporterà anche la modifica del Codice di Giustizia sportiva, dovrebbe essere operativa per la stagione calcistica 2014/2015.

 

 

 

 

 

 

 

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