L’attuale sistema della Giustizia Sportiva

 

Il diritto sportivo si è ritagliato nel tempo un ruolo importante nel panorama giuridico italiano ed internazionale. La vicenda calciopoli, datata 2006, ha focalizzato l’attenzione mediatica non più sul calcio giocato bensì sul calcio nelle aule di giustizia, elevando la figura dei professionisti del settore, ossia esperti di diritto sportivo. Le società si sono rese conto dell’importanza di una idonea assistenza legale anche in ambito sportivo. In quanto ordinamento autonomo ed indipendente, quello sportivo è munito di propri statuti e regolamenti nonché di propri organi di giustizia sportiva.  Per giustizia sportiva si intende quel sistema attraverso il quale l’ordinamento sportivo dirime le proprie questioni interne. Ogni Federazione e disciplina sportiva associata ha di fatto i suoi organi di giustizia sportiva, regolamentati da Statuti e Regolamenti; nel “mondo calcio” tali organi vengono individuati dagli artt. 29 e ss. del Codice di Giustizia Sportiva. La dottrina ha diviso le questioni che riguardano la giustizia sportiva per la natura delle controversie in: a) giustizia tecnica: la quale mira a garantire il corretto svolgimento delle competizioni ed il rispetto delle norme che regolamentano il gioco della disciplina praticata poste dalla Federazione Internazionale di riferimento; b) giustizia disciplinare:  tende ad accertare e punire eventuali violazioni di norme federali relative a controversie implicanti l’applicazione di sanzioni a carico di chi le viola; c) giustizia economica: tende a risolvere le controversie di tipo patrimoniale tra pariordinati, ovvero tra due società o tra una società ed un atleta, controversie nelle quali la Federazione nazionale assume la posizione di terzo, non essendo portatrice di interessi personali al pari delle parti in causa.; d) giustizia amministrativa: si tratta di una categoria residuale nell’ambito della quale generalmente si ricomprendono i provvedimenti relativi al tesseramento, all’affiliazione e alla partecipazione ai campionati di competenza.  Le fonti del diritto sportivo, intese come atti  dal quale sorgono norme giuridiche, si suddividono in fonti di natura pubblicistica quali lo Statuto ed i regolamenti del CONI, fonti di natura privatistica quali gli Statuti ed i regolamenti delle Federazioni sportive nazionali e da fonti dell’ordinamento sportivo internazionali ossia provenienti dal CIO (Comitato Internazionale Olimpico) quali ad esempio la Carta Olimpica ed i regolamenti delle diverse federazioni sportive internazionali. Effettuata una breve premessa sulle fonti del diritto sportivo occorre analizzare la struttura e la funzione del sistema di giustizia del diritto sportivo calcistico.  L’ordinamento di giustizia sportiva prevede due gradi di giustizia di merito interni. Giustizia interna in quanto espletata in ambito FIGC, a seconda della competenza territoriale e per competizione, da Giudici Sportivi nazionali e territoriali, dalle Commissioni Disciplinari nazionali e territoriale e dalla Corte di Giustizia Federale. Tali organi sono definiti “endofederali” in quanto previsti dal Codice di Giustizia Sportiva che contiene le norme di comportamento e le sanzioni applicabili ai soggetti facenti parte della FIGC. Attualmente è previsto un organo, con funzioni di terzo grado che, a seconda della natura della controversia, è esperito o dal TNAS (Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport) o dall’ Alta Corte, entrambi organi di giustizia del CONI. I suddetti organi sono definiti “esofederali” in contrapposizione con gli organi federali, in quanto esterni alla FIGC ed anch’essi giudicano nel merito. La competenza “a giudicare nel merito”, conferita agli organi del CONI in ambito di giustizia calcistica, ha creato un precedente assoluto in campo giuridico, creando un ordinamento con tre gradi di merito. Sul punto numerose sono state le analisi ed i dibattiti operati sia dai vertici del CONI e della FIGC che dai legislatori sportivi, che hanno portato nel dicembre 2013 ad un testo di modifica rubricato: “Giustizia Sportiva CONI”, che vedrà l’abolizione degli organi sopra illustrati a favore del Collegio di Garanzia dello Sport e la Procura Generale dello Sport. Questa importante modifica assieme ad altre iniziative, tra cui la modifica del Regolamento Agenti FIFA, sono volte a rafforzare ed a ribadire l’importanza dell’ordinamento sportivo nazionale ed internazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

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