Società di capitali e cooperative sportive

 

La finalità lucrativa delle società operanti nell’ordinamento sportivo ha sempre acceso un appassionato dibattito in quanto per lungo tempo si è ritenuto che l’utilizzo del  termine società fosse improprio, stante l’apparente contraddittorietà insita tra l’obbligo dell’assenza di scopo di lucro ed il disposto dell’art. 2247 c.c. “con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili”. L’art.90 della l.289/2002 ha istituzionalizzato a rango legislativo la previsione dell’art. 29 dello statuto del CONI che già consentiva la possibilità di costituire società di capitali “con l’obbligo del reinvestimento di tutti gli utili prodotti”. Istituzionalmente rientrano nel concetto di società di capitali tre forme societarie previste dal nostro Codice civile: 1) la società per azioni; 2) la società in accomandita per azioni; 3) la società a responsabilità limitata. Già in sede di approvazione dell’originario testo della L.91/81, la previsione delle società di capitali sportive professionistiche fu limitata a quelle per azioni a responsabilità limitata per la presenza, nell’ambito di quelle in accomandita, di soci accomandatari illimitatamente responsabili. Con la novella del 2004 è stata aggiunta la possibilità per gli enti sportivi di costituirsi anche in forma di cooperative a responsabilità limitata di carattere sportivo, le quali, già prima del formale riconoscimento, erano insite nell’ordinamento sportivo. Nelle società di capitali prevale l’elemento patrimoniale che si conferma nel riconoscimento della personalità giuridica e che sfocia nell’autonomia patrimoniale perfetta: ossia delle obbligazioni assunte ne risponde solo il patrimonio della società. I caratteri che accomunano i diversi tipi di società di capitali sportiva sono: – i soci godono del beneficio della responsabilità limitata; – il potere di amministrazione è separato dalla qualità di socio. L’organizzazione interna della società si articola in una pluralità di organi ciascuno dotato di propria competenza. L’assemblea è l’organo nel quale vengono rappresentati tutti i soci in possesso di quote di proprietà e delibera su nomina e revoca degli amministratori, azione di responsabilità nei loro confronti, approvazione del bilancio annuale da essi redatto e sulle modificazioni dell’atto costitutivo. Il consiglio di Amministrazione è l’organo a cui compete la gestione diretta della società ed i poteri vengono generalmente assegnati ad un Amministratore Unico. Infine vi è il collegio sindacale ossia l’organo di controllo che ha la funzione di verificare la regolarità della gestione amministrativa della società. Occorre evidenziare come la qualità di socia sia liberamente trasferibile in quanto la cessione della quota, che dovrà essere effettuata necessariamente per atto notarile, non necessita del preventivo consenso degli altri soci, fatta salva eventuale clausola di gradimento nei confronti dell’acquirente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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