Lega Pro: provvedimenti disciplinari della società verso i tesserati

 

L’accordo collettivo per la Lega Pro disciplina gli obblighi in capo ai calciatori nonché gli eventuali provvedimenti a cui potrebbero incorrere in caso di infrazioni. L’art. 13 definisce l’obbligo per il calciatore di partecipare a tutti gli allenamenti ed alle gare ufficiali, alle amichevoli, anche delle rappresentative nazionali F.I.G.C. e delle rappresentative della Lega Pro, se convocato, salvo il caso di malattia o infortunio accertati.  L’art. 15 disciplina i provvedimenti disciplinare in cui può incorrere il calciatore. La società in base alla gravità dell’infrazione commessa dal calciatore, può applicare i seguenti provvedimenti: ammonizione scritta; multa; riduzione dei compensi; esclusione temporanea dagli allenamenti o dalla preparazione precampionato con la prima squadra; risoluzione del contratto. I provvedimenti di cui sopra devono essere adottati, a pena di nullità, nelle seguenti modalità: l’ammonizione scritta è irrogata direttamente dalla società mediante lettera raccomandata A/R o mezzo equipollente, entro 10 giorni dall’infrazione trasmettendone copia al Collegio Arbitrale, indicando i motivi che hanno determinato il provvedimenti; la multa e la riduzione dei compensi sono invece irrogati direttamente dal Collegio Arbitrale, su istanza promossa dalla società entro 10 giorni dalla data della commissione dell’infrazione e trasmessa, mediante raccomandata A/R o mezzo equipollente, anche all’interessato il quale potrà avanzare al Collegio stesso, entro 10 giorni dalla ricezione, le proprie controdeduzioni; l’importo della multa non può superare il 30% di un dodicesimo del compenso annuo lordo e la riduzione dei compensi non può superare il 40% della quota di compenso annuo lordo relativo al periodo per il quale si chiede la riduzione stessa; nel caso di squalifica da parte della F.I.G.C., U.E.F.A. o F.I.F.A., la società potrà proporre al Collegio Arbitrale per il periodo corrispondente alla durata della squalifica, la riduzione del compenso annuo lordo non superiore al 60% degli importi dovuti per tale periodo; la società può proporre al Collegio Arbitrale la risoluzione del contratto, qualora il calciatore: sia incorso in una grave inadempienza contrattuale; abbi partecipato a scommesse sportive lecite o illecite accertate dalla autorità di Giustizia; abbia illecitamente alterato il risultato sportivo della propria squadra, si sia infortunato per una condotta sregolata a lui imputabile; sia stato condannato a pena detentiva per reati non colposi passati in giudicato. Tutti i provvedimenti irrogati o confermati dal Collegio Arbitrale sono considerati definitivi ed appellabili al solo TNAS.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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