Prova TV o moviola? Il caso Destro

 

Il caso Destro ha testimoniato che la tecnologia ed il calcio prima o poi dovranno obbligatoriamente incontrarsi o almeno presentarsi.. 6 Aprile 2014 minuto 32 della partita Cagliari-Roma. Il calciatore della Roma, Destro, in un’azione di gioco (non sfuggita all’arbitro) colpiva con una manata il volto del calciatore del Cagliari, Astori; minuto 33 fallo per il Cagliari per trattenuta di Destro ai danni di Astori; minuto 34 calcio di punizione per il Cagliari; minuto 35 ammonito il calciatore Astori per aver commesso un fallo di reazione sullo stesso Destro. Sembrerebbe tutto rientrare nella normalità di una partita di calcio nella quale, un arbitro ossia una persona con occhi umani (non aiutata dalla tecnologia video) può non vedere i circa 1.000 contatti che ci sono durante una partita di calcio che ha come caratteristica quella di essere “uno sport di contatto”. E invece no. 7 Aprile, il Procuratore Federale segnalava il comportamento di Destro al Giudice Sportivo il quale acquisiva le immagini televisive e “convocava” per un chiarimento l’arbitro Massa. L’arbitro a mezzo email, dichiarava di non aver visto l’accaduto e di aver sanzionato soltanto un normale fallo di gioco così riportato nella email “..che né io né i miei collaboratori abbiamo visto l’episodio relativo alla manata di Destro ho accordato un calcio di punizione diretto a favore del Cagliari per una trattenuta (normale fallo di gioco) commessa dal calciatore Destro ai danni di Astori. La successiva manata di Destro non è stata vista né da me né dai miei collaboratori”. Tale affermazione dell’arbitro, ossia il non aver visto il fatto segnalato dalla Procura, faceva sì che potesse scattare la prova tv. A livello strettamente giuridico il comma 1.3 dell’ art. 35 CGS specifica che “per le gare della Lega Nazionale Professionisti, ora suddivisa in Lega Serie A e Lega Serie B, limitatamente ai fatti di condotta violenta o gravemente antisportiva o concernenti l’uso di espressione blasfema, non visti dall’arbitro, che di conseguenza non ha potuto prendere decisioni al riguardo, il Procuratore federale fa pervenire al Giudice sportivo nazionale riservata segnalazione entro le ore 16.00 del giorno feriale successivo a quello della gara. Non è il solo Procuratore che può attivare il Giudice Sportivo: gli stessi giocatori direttamente interessati, o i loro club, possono, entro gli stessi termini e dietro versamento di una tassa di €. 100, presentare filmati diretti a dimostrare la loro innocenza e dai quali potrebbero, però, essere evidenziati comportamenti gravemente antisportivi da parte di altri tesserati”. Pertanto la prova Tv può essere applicata solo in determinate situazione ossia in quelle che sfuggono all’arbitro ed ai suoi collaboratori in campo. Il caso Destro ha però colpito un nervo scoperto del sistema-calcio ed ha fatto scattare una serie di interrogativi: il potere di segnalazione lo ha la Procura Federale, ma quando e perché si attiva la Procura Federale stessa? La “cassa di risonanza” mediatica comporta una “maggiore attenzione” da parte della Procura? Non si rischia di travalicare la sottile linea che divide la moviola dalla prova TV? Ai fini dell’applicazione e dell’utilizzo univoco della prova TV è giusto che alcune partite vengano riprese da 15 telecamere ed altre da 8? Con l’evoluzione della tecnologia e con la presenza costante delle telecamere non occorre prendere seriamente in considerazione l’utilizzo graduale della “moviola in campo”? Tante domande, poche risposte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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