Teramo, D’Aprile: “Vi spiego cosa è successo con Napolano”

 

Giordano Napolano

di Delfina Maria D’Ambrosio

Ha qualcosa di grottesco il comportamento del centrocampista Giordano Napolano. Il calciatore, dopo aver lasciato San Benedetto dove aveva vestito la maglia rossoblu nella scorsa stagione, era andato in ritiro con il Teramo, club con il quale avrebbe dovuto firmare dopo pochi giorni il contratto. Tutto era, infatti, già deciso, ma poi è accaduto l’immaginabile. Dopo un allenamento, Napolano ha abbandonato il luogo del ritiro, senza dire nulla né alla società né al proprio procuratore. Il calciatore ha parlato di pressioni ricevute via social network e, comunque, è voluto ritornare alla Sambenedettese. La società abruzzese ha emesso un comunicato per chiudere, definitivamente il caso. Noi abbiamo ascoltato il direttore generale dei rossoblu Massimo D’Aprile: “Per quanto mi riguarda al calciatore è stata data fin troppa importanza – esordisce così il dirigente teramano - abbiamo ritenuto opportuno fare un comunicato solamente perché la cosa, proprio per la sua stranezza, aveva assunto una certa importanza comunicativa. Napolano ha fatto la sua scelta, ma avrebbe dovuto usare sicuramente dei metodi più consoni. Anche perché noi ci siamo comportati sempre correttamente con lui, così come con tutti, il contratto era pronto e abbiamo rispettato i suoi tempi posticipando la firma”. Unico problema, da non sottovalutare, la mancanza di rispetto da parte del calciatore verso la società: “Non rimpiangiamo per nulla Napolano - spiega D’Aprile – chi veste questa maglia deve esserne convinto, deve sposare il nostro progetto dalla A alla Z. Se il calciatore ci avesse detto di avere dei dubbi, saremmo stati proprio noi a mandarlo via, chi non è pronto a far parte del nostro progetto al 100% automaticamente non è più buono per il Teramo, e Napolano, francamente, è un giocatore come un altro. Spero che questa esperienza - conclude il dg - faccia crescere il ragazzo, e gli insegni come ci comporta. A noi conferma solamente che, al mondo d’oggi, la serietà è una merce rara, e proprio per questo siamo ancora più felici di essere una società affidabile e professionale”.

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