Calcioscommesse: deferiti Conte, Pepe e Bonucci. Rischiano Grosseto e Lecce

Il Procuratore federale Stefano Palazzi

 

di Filippo Gherardi

 

Sono complessivamente cinquantasette, tra società e tesserati, i deferimenti emessi quest’oggi dal procuratore federale Stefano Palazzi nell’inchiesta condotta, in parallelo, dalla Procura di Cremona e quella di Bari in merito allo scandalo del Calcioscommesse. Nella lista delle persone rinviate a giudizio (il processo sportivo si terrà a Roma, presso la Commissione Disciplinare, a partire dal primo agosto) compaiono, tra gli altri, anche il tecnico della Juventus Antonio Conte ed altri due giocatori bianconeri: Simone Pepe e Leonardo Bonucci. Se nel caso però di Conte e Pepe l’accusa è quella di omessa denuncia, per Bonucci il capo d’imputazione è di illecito sportivo. Accusa di illecito sportivo che riguarda anche l’ormai ex capitano del Bari Andrea Masiello e quello del Bologna Daniele Portanova. Senza dubbio è quella dei calciatori la categoria più falcidiata dai deferimenti della Procura Federale, cominciando dai nomi succitati e proseguendo con Carobbio, Gervasoni, Da Costa, Bertani, Salvatore Masiello, Mario Cassano, Catinali, Drascek, Gheller, Larrondo, Vitiello, Pellicori, Pesoli, Garlini, Bombardini, Passoni, Sala, Poloni, Coppola, Terzi, Belmonte, Parisi, Bellavista, Esposito, Guberti, Rossi, Bentivoglio, Padelli, Vives, e Marco Di Vaio. Deferimenti anche per Angelo Alessio, Cristian Stellini, Marco Savorani e Giorgio D’Urbano, all’epoca della gara Novara-Siena del 1 Maggio 2011, una delle nove gare incriminate, componenti dello staff tecnico della compagine bianconera. Sulla lista “nera” di Palazzi anche Bortolo Mutti e Guido Angelozzi, rispettivamente allenatore e direttore sportivo del Bari in occasione di Cesena – Bari del 17 aprile 2011, Marcello Sanfelice, team manager del Bologna in Bologna – Bari del 22 Maggio 2011, l’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, coinvolto in prima persona nel derby Bari – Lecce del 15 Maggio 2011, quello dell’ormai famoso autogol di Masiello, ed anche il presidente del Grossetto Piero Camilli. E proprio Lecce e Grosseto, tra le squadre coinvolte, sono quelle a rischiare di più (retrocessione), visto che nei loro confronti l’accusa è di responsabilità diretta. Per quel che riguarda invece le altre società deferite, nell’ordine Udinese, Bologna, Sampdoria, Siena, Torino, ALbinoLeffe, Ancona, Bari, Novara, Portogruaro e Varese, l’accusa è solo, si fa per dire, di responsabilità oggettiva. A tutti questi nomi bisognerà a aggiungere anche quelli emersi dal filone delle indagini condotte dalla Procura di Genova, e più nello specifico relative alla presunta combine per il derby Genoa-Sampdoria dell’8 Maggio 2011. Tra loro figurano Domenico Criscito, Omar Milanetto, Dario Dainelli e Rodrigo Palacio, oltre al capo ultrà rossoblù Massimo Leopizzi. Non risulta invece iscritto nel registro degli indagati Giuseppe Sculli, nonostante venisse anche lui ritratto nella famosa foto pre-derby che è costata gli ultimi Europei (e chissà se solo quelli…) a Criscito. A questo punto non rimane che aspettare le sentenze che emergeranno alla fine del processo sportivo, e capire una volta per tutte quali ripercussioni avranno sulla prossima stagione.

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