Amiternina: Angelone vuole andare via ma la società lo trattiene

 

di Federico Gianandrea de Angelis

 

Solitamente quando le cose non vanno il primo a rimetterci è sempre l’allenatore, che magari incolpevole viene esonerato per tentare di smuovere l’ambiente, ma stavolta le cose sono andate diversamente: il tecnico dell’Amiternina, Vincenzino Angelone, dopo il 6 a 0 subito dal Giulianova, ha deciso di presentare le dimissioni per dare lui una scossa alla squadra, perché ci tiene veramente. Dopo un’attenta riflessione però, la società ha deciso di respingere la sua richiesta e tenerlo con sé, sintomo di una solidità incredibile all’interno della società e del gruppo. Ci ha spiegato meglio come sono andate le cose proprio Angelone, raggiunto via telefono, ecco  la sua “versione dei fatti”: «Dopo una batosta come quella di domenica scorsa il mondo ti cade addosso, e ti porta a fare una scelta come la mia: volevo togliere tutte le responsabilità ai ragazzi e addossarmele, anche per distogliere l’attenzione dal risultato, altrimenti si sarebbe parlato solo di quello e il morale dei giocatori ne avrebbe risentito tantissimo. E’ stata quasi una dichiarazione a caldo nel post partita, in seguito i dirigenti mi hanno chiamato chiedendomi di restare, di rimanere almeno fino al termine della stagione, per continuare il progetto iniziato cinque anni fa con il mio arrivo; mi è stato detto che con le mie dimissioni tutto si sarebbe sfaldato, compreso il settore giovanile su cui abbiamo tanto lavorato, e davanti a delle motivazioni del genere non mi sono sentito di abbandonare la barca, sarebbe stata una vigliaccata».  Dopo aver sentito il racconto di questa vicenda, abbiamo chiesto ad Angelone un’analisi dei problemi che hanno portato al pesante risultato con il Giulianova, e in generale a questo periodo non brillante che stanno vivendo (tredicesimo posto nel girone F di Serie D e vittoria che manca da 13 partite): «E’ brutto trovare alibi e non voglio farlo, ma purtroppo è più di un mese che abbiamo fuori cinque o sei giocatori titolari e tra i più esperti; la rosa è giovane e ridotta, la condizione fisica non è al meglio perché giocano sempre gli stessi undici e non ho possibilità di alternanza. Domenica ho visto la squadra perdere le staffe anche a livello di voglia, per questo avevo deciso di lasciare, ma ora serve tranquillità, autostima e voglia di reagire. Sappiamo che dobbiamo soffrire, siamo abituati dall’anno scorso, ma vogliamo rimanere in questa categoria e per questo non molliamo».

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