Ridiamo dignità al calcio femminile

 

di Flavio Grisoli
Il presidente della LND Felice Belloli continua, imperterrito, nel suo assurdo disegno di cancellare il calcio femminile dal panorama dell’informazione in Italia. Con l’obiettivo ormai sempre più evidente, di far restare il calcio in rosa nell’oblio dal quale non è mai stato tirato fuori. Ancora non abbiamo ricevuto risposte da Belloli sul perché abbia deciso di non concedere più la possibilità di trasmettere in diretta le partite su un canale nazionale (Odeon TV) che, nelle zone di scarsa copertura (Bresciano e Romagna su tutti, più avanti capirete perché specifico) ha stipulato degli accordi con televisioni regionali (RTB e Via Emilia TV) in modo da venire incontro alle richieste degli appassionati di quelle zone di Italia.

Quello che fa più male, e che dovrebbe far indignare pubblicamente gli interessati (i presidenti delle società, oltre che i vertici appena nominati di un Dipartimento che invece china il capo e subisce supinamente le decisioni incomprensibili di un personaggio che non ha ben chiaro il senso di tutta questa vicenda) è che Belloli tace, e inventa storie. Su come spendere dei soldi che non sono i suoi. Vorrei tanto essere al posto di Belloli e poter spendere e disporre come più preferisco di una somma che non è la mia. Tanto non sua, che la deve restituire alla FIGC. Quindi la frase: “Devo chiedere alle società se vogliono impiegare questa somma – 40mila Euro circa – per le dirette tv o qualcos’altro” non sta in piedi. Quindi, alla fine della fiera, le società sono (e saranno sicuramente) senza contributi da parte della LND, perché a Belloli del calcio femminile ci siamo fatti un’idea di quanto importi, e senza dirette tv. Perché alla Rai, lì sì che Belloli avrebbe dovuto dare dei soldi (e tanti) per permettere la trasmissione delle gare. A Odeon, no. Ma appare evidente che c’è anche qualche “grillo parlante” al fianco del plenipotenziario della LND.

Gli spifferi, da piazzale Flaminio parlano dei presidenti di Brescia e Riviera di Romagna tra quelli più “attivi” nel far perseguire a Belloli questa particolare e sconsiderata linea di condotta (che a via Allegri non è piaciuta neanche un po’). Anche negli ultimi giorni. Quegli stessi presidenti che avevano chiesto (e ottenuto) un potenziamento del servizio di copertura del segnale nelle loro zone. Debitamente pubblicizzata sul nostro sito. Quindi i signori Cesari e Fantini vorrebbero dirci che RTB (ReteBrescia) e Via Emilia TV non si vedono nell’est Lombardia e in Romagna?

Ho anche altre domande, però. Mi piacerebbe sapere, e sono sicuro che questo mio interrogativo lo condividono anche tanti altri all’interno del movimento femminile, per quale motivo l’organo di informazione ufficiale della Lega Nazionale Dilettanti (“Il Calcio Illustrato”) sponsorizza unicamente una formazione di Serie A. E’ come se la “Gazzetta dello Sport” sposorizzasse una delle squadre che partecipano al Giro d’Italia. Sarebbe bizzarro, no?

Ma cos’è “Il Calcio Illustrato”? Si tratta dell’”house organ” della Lega Nazionale Dilettanti, ovvero la cassa di risonanza dell’attività istituzionale e sportiva della Lega. Nel 2001 la produzione è stata affidata alla Moruzzi Communications Group che ha in Luciano Moruzzi il direttore Editoriale. Ma, come si può facilmente leggere nella “gerenza”, tutti e dico tutti i componenti principali della LND (e non solo) hanno a vario titolo, voce in capitolo. La raccolta pubblicitaria, invece, è di competenza della “Moruzzi Mediacom”. E gli sponsor sono, guarda caso quelli istituzionali della LND. Oltretutto, circa 6-7 pagine per una pubblicazione di 80. In un periodo di forte crisi per l’editoria viene quasi da fare un applauso. Insomma, ci farebbe piacere sapere per quale motivo la LND sponsorizza una sola squadra di Serie A femminile attraverso la sua rivista ufficiale. Una società, che tra l’altro, la scorsa stagione ha rischiato di vedersi rinviata una partita in diretta TV Rai (e i cronisti potranno essere buoni testimoni, visto che fino alle 13 dello stesso giorno non si sapeva se si sarebbe giocato o meno) perché non in regola con il pagamento dell’iscrizione al campionato. E si era ad aprile inoltrato. Sarebbe come se la Gazzetta mettesse il proprio logo sulla divisa di una squadra che partecipa al Giro d’Italia senza che abbia pagato la tassa d’iscrizione. Speriamo che almeno su questi aspetti Belloli possa dare dei chiarimenti.

Così come potremmo chiederglieli sul fatto che, al torneo “Arco di Trento”, è stato ammesso d’ufficio il Brescia femminile al posto del Torino che ha presentato rinuncia. Ad alcune società (che parteciparono alla fase finale del Primavera la scorsa stagione), che hanno presentato richiesta scritta di motivazioni, Belloli non ha dato risposte. Che non le dia a noi, ci può anche stare (ma #ancheno, per citare il presidente del PD Orfini), ma che faccia il misterioso addirittura con le società testimonia ancora una volta l’interesse che ha verso il calcio femminile. Quindi domani, in diretta televisiva Rai (perché l’autorizzazione non la dovevano chiedere a Belloli) ci va il Brescia, che la scorsa stagione non ha neanche giocato le fase nazionale del campionato Primavera.

Tra due sabato, il 28 marzo, si giocherà il big match del campionato di Serie A femminile Brescia-Verona. Sarà contento il presidente Cesari, che si è tanto speso per far sì che Belloli non recedesse dalla sua assurda posizione, che questa partita (sicuramente dal punto di vista tecnico-agonistico la più bella della stagione) non sarà trasmessa in diretta? O pagherà di tasca sua 8mila Euro o più alla Rai, facendosi autorizzare personalmente da Belloli?

E ancora: quante televisioni hanno chiesto l’autorizzazione alla LND per il diritto di cronaca ad inizio stagione? Una stima? Zero. Perché non ci sono diritti da spartire, non c’è nulla. Solo una “rete” di pochissimi intimi che trasmettono le immagini. Grazie alle società che riprendono le proprie partite. A loro spese. E Belloli sta negando loro la soddisfazione di una trasmissione in diretta.

Tutto questo per arrivare ad una conclusione: l’opera di “trasferimento” in FIGC che alcuni, molti presidenti stanno portando avanti è l’unica soluzione per far uscire dal pantano nel quale ha cacciato il calcio femminile il presidente della LND Felice Belloli e i suoi “grilli parlanti”. In caso contrario, ci sarà ben poco da fare. L’emittente di cui faccio parte e che dirigo ha in essere degli accordi commerciali sulle partite di calcio femminile, che fortunatamente sono rimasti validi anche in assenza di gare in diretta. Terminata la corrente stagione agonistica, se non saranno intervenute novità, non so se questi sponsor saranno ancora disponibili ad affiancare il loro marchio ad un prodotto al quale è consentita la diffusione televisiva solamente uno o due giorni dopo dallo svolgimento. In quel (malaugurato caso) allora i “grilli parlanti” potranno tornare a lamentarsi e piangere una visibilità che la Rai gli dava tre-quattro volte l’anno.

 

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