Se la Juventus va in fuga…

 

di Fulvio Bianchi

 

Un esempio da imitare (come società), una squadra da ammirare: è stato, è, l’anno della Juventus. Campionato stravinto, finale di Champions e Coppa Italia. Il sogno, ovvio, è il triplete. La Juve stacca tutti, ha un altro passo: Andrea Agnelli e Beppe Marotta hanno dato solidità al club, che è diventato in pochi anni il più ricco d’Italia. Grazie soprattutto ai proventi della Champions (100 milioni, e c’è ancora la finale), il club bianconero chiuderà il bilancio con un fatturato che schizza a 315-320 milioni (lo scorso anno era 280). Ma Andrea Agnelli ora si è posto un altro traguardo: quota 350 per cercare di avvicinarsi alle big d’Europa.

In Italia, la Juve fa il vuoto, e forse lo farà anche negli anni a venire: sì, perchè chi partecipa alla Champions, e va avanti, ha un vantaggio notevole sugli altri club. Si crea uno squilibrio sempre più sensibile fra chi è protagonista anche in Europa, vedi appunto la Juve, e chi deve accontentarsi solo del campionato. I tornei nazionali rischiano di perdere appeal, ma queste sono le decisioni dell’Uefa.

Il prossimo anno la Coppa con le grandi orecchie garantirà un miliardo e 260 milioni (ora un miliardo). Cresce anche l’Europa League: da 230 a 380 milioni, ma è ancora (molto) lontana dalla Champions. Sbagliato comunque sostenere che “all’Inter non conviene fare le Coppe” perchè se vinci l’ex Coppa Uefa, ad esempio, metti in cassa oltre 25 milioni, più i soldi del botteghino. Una cifra che tutto sommato farebbe molto comodo di questi tempi a mr. Thohir. E poi è anche una questione di visibilità che hai in tutto il mondo. La Champions ormai è un vero campionato d’Europa per club, altro che Superlega: fa anche ascolti tv degni della Nazionale. Per Real-Juve, ad esempio 11.620.000 spettatori, share 41,09% su Canale 5. E il prossimo anno tutta la Champions è di Mediaset, Sky sta a guardare (per ora).

 

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