La settimana perfetta del calcio italiano

 

di Flavio Grisoli

 

Non c’è che dire che se avessimo anche solo potuto immaginare quello che si è verificato negli ultimi giorni, saremmo stati presi per dei pazzi. Su Belloli è stato detto di tutto e di più, ed è addirittura probabile che quando questo settimanale sarà pubblicato, abbia già rassegnato le dimissioni. Perlomeno, è quello che auspichiamo tutti. Una frase misogina, sessista e volgare detta da un uomo di sport (o almeno è quello che dovrebbe essere il presidente Belloli), non è assolutamente accettabile. Chi ricopre certi ruoli (ma anche un cittadino comune del 2015) non può avere questo tipo di derive, che porta solamente disastri. Disastri, come quelli combinati dal presidente della Lazio Lotito e plenipotenziario in Lega di Serie A: il posticipo del derby contro la Roma a lunedì alle 18 ha veramente del cervellotico. Soprattutto perché la Juventus (che ha giocato contro la Lazio in Coppa Italia mercoledì) disputerà il proprio turno di campionato addirittura sabato alle 18. Qual è la ratio, allora? Nessuna. Anche perché in questi ultimi anni, ci si è sforzati di far giocare il derby di Roma di giorno, semplicemente perché non si è (o non si vuole) essere in grado di affrontare eventuali problemi di ordine pubblico. Alle 18, sebbene si stia andando incontro all’estate, si è prossimi al tramonto. E a fine gara, è praticamente già sera. Qual è allora la ratio? Nessuna. Si è sempre giocato di mercoledì e domenica. Ora si scopre che non si può fare. È probabile che il Napoli faccia ricorso, per avere la contemporaneità. Una volta diritto sacrosanto, ora assoggettato alle logiche delle tv. Che ora si ritrovano la Guardia di Finanza nelle sedi (e anche in Lega Serie A) per la questione dei diritti televisivi. Con via Rosellini che, non si sa per quale motivo, si era accontentata di meno soldi (circa 150 milioni di Euro, non bruscolini) pur di dare i “pacchetti” a Sky e Mediaset. Sicuramente i concorrenti non avranno gradito, ed ecco partire le indagini. Che a Catanzaro invece hanno concluso con una cinquantina di arresti e 28 partite di Lega Pro e Serie D nel mirino per calcioscommesse. Un’altra ondata, stavolta con collusioni di giocatori e dirigenti con la ‘ndrangheta calabrese. Un altro pentolone rovesciato a campionati in corso, con play-off e play-out nel pieno del loro svolgimento. Anche con squadre, ovviamente, che sono finite nel mirino degli inquirenti. La stagione che ci ha visto risorgere a livello europeo (e non è finita), si conclude così nel peggiore dei modi. Riportandoci sulla Terra in men che non si dica tra omofobia, interessi di parte, antitrust e associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva con l’aggravante della mafia e della transnazionalità. Calcio italiano, ora sì che ti riconosco.

 

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