Shock Catania: le intercettazioni

di Flavio Grisoli

 

Le intercettazioni telefoniche (che potete ascoltare tramite il video) lascerebbero davvero poco spazio a dubbi o interpretazioni: per tirarsi fuori dalle melmose acque della zona play-out (se non retrocessione diretta tra febbraio e marzo), il Catania avrebbe comprato cinque o sei partite di Serie B. Le gare in questione sarebbero Varese-Catania 0-3 del 2 aprile 2015; Catania-Trapani 4-1 dell’11 aprile; Latina-Catania 1-2 del 19 aprile; Catania-Ternana 2-0 del 24 aprile; e Catania-Livorno 1-1 del 2 maggio. Accertamenti su Catania-Avellino 1-0 del 19 marzo. Un serie di vittorie fino a maggio che ha consentito al Catania di salvarsi, lasciando esclamare a Pulvirenti un’inquietante frase: “Adesso ho capito come funziona la Serie B, il prossimo anno arrivo primo”. Le modalità del sodalizio, formato da tutta la catena dirigenziale degli etnei, erano camuffate attraverso fittizie indicazioni di orari di treni: quelli in arrivo i giocatori da avvicinare per combinare le partite, gli orari indicavano i numeri di maglia. Oltre ai sette fermati, ci sono anche diverse persone indagate. Come ha spiegato il procuratore di Catania Giovanni Salvi le persone coinvolte sono il proprietario del Messina Pietro Lo Monaco, l’ad dello stesso Messina Alessandro Failla e il ds Fabrizio Ferrigno, e i giocatori Alessandro Bernardini (Livorno) Riccardo Fiamozzi (Varese), Antonio Daì (Trapani) e Matteo Bruscagin (Latina). Non sono indagati giocatori del Catania. I giocatori avrebbero ricevuto, in media, 10 mila euro ciascuno. In una dichiarazione, il presidente dei rossazzurri si è dichiarato “completamente estraneo ai fatti, lo dimostrerò”.

 

® Riproduzione Riservata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un Commento