Pastore, un “regno” che parte da lontano

 

di Flavio Grisoli

 

E’ sempre più nell’occhio del ciclone il presidente del Comitato regionale Campania della FIGC-LND Vincenzo Pastore per l’ormai nota vicenda della sua assunzione (con relativo, faraonico e ingiustificato, compenso) a direttore generale della Calcio Campania Immobiliare Srl. Creata sotto la presidenza dell’avvocato Salvatore Colonna (predecessore di Pastore), sulla stregua della “Federcalcio srl”, così come molti altri Comitati regionali, la “Calcio Campania Immobiliare Srl” ha la proprietà dell’immobile sede del Comitato a Napoli, e dal quale percepisce un canone di locazione pari a 90mila Euro annui. Fino al 28 novembre 2012 l’amministratore delegato della società era il presidente del Comitato Colonna, e nell’organigramma societario figurava solamente lui. Il 6 dicembre 2012, il giorno dopo la sua elezione alla presidenza, Enzo Pastore si è “assunto” come direttore generale della società partecipata, facendosi elargire dal nuovo amministratore delegato, nonché vicepresidente del Comitato Giovanni Battaglia, uno stipendio di 222mila Euro annui. Che risulta essere il triplo dell’unica entrata della società, rappresentata dal canone di locazione di cui sopra. Nel periodo di presidenza Pastore, quindi, si arriva al dissesto della partecipata: da una situazione di attivo patrimoniale dell’inverno del 2012 si arriva ad un deficit di oltre il 200%.

Man mano che passano i giorni vengono a galla nuovi elementi che rendono bene l’idea dell’atmosfera che si vive dalle parti di Napoli: quella decadenza tipica che ricorda il tramonto dell’impero romano, quando ognuno pensava per sé e si attendeva solamente la fine dell’età dell’oro che aveva dato da mangiare a tutti. Abbiamo scritto nei giorni scorsi delle dimissioni eccellenti del vicepresidente vicario del Comitato Iacoviello, l’unica figura – a quanto sembra – che si era eretta contro la gestione amministrativa dissennata e sciagurata di Pastore.

Bene, passate sotto traccia di dimissioni “pesanti” ce ne sono state anche altre. Dopo la perquisizione della Guardia di Finanza nel maggio scorso, ordinate dal pm Novelli, titolare dell’inchiesta per truffa aggravata nei confronti di Pastore e del Comitato regionale Campania, ha deciso di dimettersi il contabile del Comitato, il dott.Cerbone, che operava all’interno della struttura da 17 anni. Consigliato dal suo legale, Cerbone ha deciso di farsi da parte e il suo avvocato, a quanto si è poi appreso, avrebbe  parlato con i vertici del Cr Campania (le sue parole sono contenute nel verbale della riunione del Consiglio di presidenza del 16 luglio scorso) per delineare riguardo “irregolarità contabili e illeciti prelievi”, su cui comunque sta indagando l’Autorità Giudiziaria.

Questi 180mila Euro rappresentano solamente la punta di un iceberg ben più profondo, rappresentato da un buco di bilancio di circa un milione di Euro, che pare sia stato riscontrato dalla verifica amministrativa ordinata in persona dal presidente federale Carlo Tavecchio e guidata dal dott. Tozzi. Le risultanze della verifica non sono state rese note, ma i ben informati parlano di un Tavecchio deciso ad agire, che avrebbe detto ad alcuni suoi vicini: “Basta con questi mariuoli”. Nel frattempo, per cautelarsi, il vicepresidente vicario della Lega Dilettanti Antonio Cosentino avrebbe sporto denuncia contro Cerbone, costituendo la LND parte civile in eventuali azioni giudiziarie, per appropriazione indebita aggravata proprio per quanto riguarda i 180mila Euro di cui sopra.

Al Comitato, nel frattempo, non si parla altro che della situazione del presidente Pastore. I direttivi sono incentrati solamente su questo, dell’aspetto sportivo non se ne cura nessuno. E ora che si è dimesso anche il vicepresidente vicario Iacoviello, pare se ne sia andato l’ultimo baluardo della “resistenza” contro la gestione del presidente Pastore. Che sembra, pur senza assunzione, abbia già rimpiazzato Cerbone con il dott. Giuseppe Aversano, che ha collaborato nel recente passato con il Comitato regionale Campania partecipando a degli eventi.

Domani in tarda mattinata, a Piazzale Flaminio (sede della Lega Nazionale Dilettanti) la resa dei conti: c’è da prendere una decisione su Vincenzo Pastore. Il vicepresidente vicario Antonio Cosentino ha convocato una riunione con i tre vice d’area (Bocchietti, Mambelli, Morgana), i tre consiglieri federali in quota LND (Burelli, Caridi, Colonna), il presidente della Divisione Calcio a 5 Tonelli e pare che parteciperanno anche i legali della FIGC: Gallavotti è dato per certo, non si sa Gentile. Ma questo è il sintomo preciso della volontà di Tavecchio di non mostrare immobilismo. Ha tentato, nelle ultime settimane, di far recedere Pastore dal suo Aventino, convincendolo che il passo delle dimissioni fosse il migliore da prendere. Ma la sua azione di moral suasion non ha avuto gli effetti sperati.

E allora, ecco l’accelerata. Ci sono dei dubbi riguardo le azioni da prendere: c’è una corrente di pensiero che vorrebbe Cosentino pienamente in grado di commissariare il Comitato Campania; un’altra che crede che in assenza del Consiglio Direttivo (decaduto dopo la “destituzione” di Belloli) questa facoltà non ce l’abbia. E’ possibile, nonostante ci saranno pressioni affinché venga percorsa la strada del “pugno duro”, che si prenda una via di mezzo: commissariare la parte amministrativa del Comitato, lasciando in carica Pastore solo per occuparsi della parte sportiva. Questo consentirebbe alla Federcalcio di entrare pienamente nel dettaglio della situazione economico-amministrativa. Pastore può essere colpevole o no in questa vicenda, ma pagherebbe comunque per responsabilità oggettiva, sostanzialmente. Per “culpa in vigilando”.

E non è la prima volta che la figura di Vincenzo Pastore viene “attenzionata” per situazioni analoghe: nel 1989 l’allora presidente della FIGC Antonio Matarrese sospese il presidente del Comitato campano Alfredo Buongiorno. La Corte Federale, dopo l’opera dei magistrati dell’Ufficio Indagini della FIGC Bruno D’Urso e Vittorio Martusciello, sanzionò Buongiorno con due anni di inibizione. Pesanti i capi d’accusa: gare d’appalto truccate in riferimento ai lavori di ristrutturazione di un campo a Secondigliano, forniture di materiale di cancelleria e lavori tipografici affidati i primi all’autista personale del presidente e i secondi ad una ditta, la Cantelmi di Salerno, luogo di residenza di Buongiorno. Poi ci sono infiniti rimborsi spesa fasulli su spostamenti in auto. Successivamente alla squalifica di Buongiorno, fu deciso il trasferimento presso altra sede di Vincenzo Pastore, che all’epoca ricopriva il ruolo di responsabile amministrativo del Comitato. Anch’egli di Salerno (come Cerbone e come Aversano: quindi in quel ruolo c’è una vera e propria “discendenza” territoriale), era uomo fidatissimo di Buongiorno, dal quale era stato assunto. Tutto ciò si legge in un’interrogazione parlamentare, datata 21 dicembre 1994 a firma dell’onorevole Alberto Simeone (AN-MSI), che scrive: “Il provvedimento di trasferimento del Pastore apparve una logica conseguenza rispetto alle emergenze dell’inchiesta non potendosi occultare le sue precise responsabilità in rapporto al delicato incarico ricoperto”.

Ma l’embargo dura solo quattro anni: “A distanza di 4 anni, il CONI e la FIGC rinnegano il loro provvedimento e trasferiscono nuovamente il Pastore al C.R. Campania addirittura con la qualifica di Segretario così come proposto dall’attuale presidente regionale Cosimo Sibilia. Il ritorno del Pastore sul ‘luogo del delitto’ suscita inquietudine profonda nell’ambiente dei dirigenti di Società, dei collaboratori, degli operatori tutti anche perché il ritorno pare sia maturato nell’ambito di una Storia piena di minacce e ricatti con l’attuale vertice federale nazionale”.

E non è tutto, perché l’onorevole Simeone informa di una vicenda che ha dei connotati simili a quella attuale: “Un altro aspetto inquietante, non sviscerato dall’Ufficio Indagini, è la costituzione nel 1987 di un Comitato parallelo a quello ufficiale, abilitato a raccogliere fondi e contributi di Enti pubblici e privati per l’organizzazione in Campania del Torneo delle Regioni svoltosi poi a Paestum. Di questo Comitato ‘privato’, nato e scomparso nel giro di pochi mesi, nessun rendiconto è stato presentato pur avendo gestito fondi destinati ad un ente pubblico (struttura regionale della FIGC). Di questo Comitato, guarda caso, il Pastore era il Segretario con delega alla firma degli assegni ed il Buongiorno presidente”.

Da Piazzale Flaminio e da via Allegri filtra disagio e sconcerto per questa situazione, sopportata durante l’estate per via degli ennesimi processi e indagini sul calcioscommesse. Ma adesso “è arrivato il momento di agire”, dicono dalla sede della LND. E domani sarà la giornata che in un modo o nell’altro porrà fine, di fatto, alla presidenza di Vincenzo Pastore al Comitato Campania.

 

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