VISTE da VICINO. Cottini: “Sogno una LND sempre più al Femminile”

 

di Filippo Gherardi

 

Fine settimana senza campionato di Serie A femminile, a causa del doppio impegno della Nazionale di Cabrini sulla strada che porta ad Euro 2017, ed allora ecco che anche i nostri microfoni si sono spostati dal rettangolo di gioco ai corridoi federali. Lì dove notizie e polemiche negli ultimi tempi non sono di certo mancate, lì dove tante protagoniste, al pari di quelle che scendono in campo ogni sabato, cercano con lavoro e passione di contribuire alla crescita del calcio in rosa italiano. Una di queste, ovviamente, è anche Patrizia Cottini, Segretario del Dipartimento Calcio Femminile, la protagonista di VISTE da VICINO di questa settimana. La nostra intervista, come è logico che sia, comincia dalla strettissima attualità, quella che in Lega Nazionale Dilettanti negli ultimi giorni fa rima innanzitutto con l’elezione di Antonio Cosentino a nuovo presidente: “Il presidente Cosentino – esordisce Patrizia Cottini – ha messo in risalto due obiettivi molto importanti legati al calcio femminile: allargare il bacino dei vivai dilettantistici ed aumentare il numero di tesserate in Italia. Cosentino è sempre stato un dirigente molto vicino al calcio in rosa in questi anni, e sono convinta che lo sarà anche nel suo nuovo ruolo di presidente LND, ci crede nella crescita del nostro movimento pur consapevole che per farlo serve coraggio e collaborazione da parte di tutti, FIGC in primis”. L’altra protagonista (politica) del momento è Rosella Sensi, insignita ormai ufficialmente del grado di coordinatrice della Commissione Sviluppo per il calcio femminile: “L’ho conosciuta di persona la scorsa settimana – ci spiega sempre Cottini – ci ho parlato a lungo e l’impressione che ho avuto è quella di una persona motivata e preparata che può davvero far fare un passo decisivo verso il professionismo”. Ultimo ma non ultimo, chiaramente, lo sciopero AIC che ha rischiato di rinviare l’inizio del campionato di Serie A: “Sono in questo mondo ormai da otto anni, e in questi otto anni ci sono state tante occasioni e tanti motivi per protestare, quanto successo lo scorso 17 ottobre però l’ho trovato fuori luogo, mi è sembrata più una presa di posizione che una concreta volontà di fare qualcosa. Per fortuna si è tornati sui propri passi giusto in tempo, anche se per qualche società ormai il danno economico era stata fatto”. Otto anni al servizio di una causa, gli ultimi (o i primi, decidete voi) trascorsi da Patrizia Cottini all’interno del calcio femminile, in cui campionati e stagioni politiche si sono alternate in rapida sequenza, lasciando un’eredità temporale che diventa facilmente oggetto di bilancio: “Sono entrata che eravamo ancora una Divisione, vivendo dei passaggi di presidenza a dir poco burrascosi. Poi da quando il presidente Tavecchio ha deciso per il Dipartimento lui per primo si è impegnato, riuscendoci, per migliorare il calcio femminile. Il fatto che negli ultimi tempi, anche se non sempre per motivi positivi, si è parlato sempre più spesso di noi è la dimostrazione che qualcosa sta cominciando a muoversi. Anche da un punto di vista tecnico stiamo raccogliendo i frutti di quanto seminato negli ultimi tempi, e lo dimostra un campionato di Serie A sempre più livellato verso l’alto in cui, a differenza di quanto non succedeva in passato, tante squadre hanno i mezzi per essere protagoniste”. Protagoniste in Italia ed anche in Europa, questo il verdetto che le prime settimane della nuova stagione, in chiave Champions League con AGSM Verona e Brescia, hanno saputo consegnare, condendo con un pizzico di ottimismo anche i sogni più impossibili: “Se ci ritrovassimo a maggio con una finale Champions tutta italiana sarebbe la realizzazione di un sogno meraviglioso, ma anche un traguardo fantastico per tutto il calcio femminile italiano. È difficile che si realizzi, chiaro, ma sognare non costa nulla”. Sognare non costa nulla, vero, ed allora perché non farlo spingendosi oltre, verso un futuro del calcio dilettantistico italiano sempre più all’insegna delle donne, protagoniste, come dicevamo in apertura, in campo ma anche nei salotti presidenziali: “Mi auguro di vedere prima o poi una presidentessa LND donna. Sarebbe il completamento di un percorso che stiamo portando avanti da anni per vivere una Lega Nazionale Dilettanti sempre più al Femminile, oltre che una bella sfida per chiunque venisse chiamata a ricoprire un ruolo così importante. Io una possibile candidata? Non lo so, ad oggi rimangono solo e soltanto fantasie. Quel che è certo, invece, è che nell’immediato continuerò a lavorare al servizio di un calcio all’interno del quale sto crescendo molto e che mi sta consegnando tanto, per pensare al futuro ci sarà tempo e modo”.

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