La Bagnolese riparte da Vacondio

Ivano Vacondio, allenatore Bagnolese

 

di Filippo Gherardi

 

Ci sono quelle persone di cui ci si fida e alle quali ci si rivolge quando si hanno dei problemi. Nel caso della Bagnolese, e della sua società, dal 1994 ad oggi quella persona è stata spesso e volentieri Ivano Vacondio. L’ottava volta del tecnico a Bagnolo in Piano è cominciata ufficialmente ieri, con l’annuncio del suo ritorno su quella stessa panchina che, per sua stessa volontà, aveva deciso di lasciare alla fine dello scorso campionato: «L’anno scorso ho scelto di non rimanere alla guida della Bagnolese unicamente per problemi di natura personale, una volta risolti, ed esortato dal presidente e dall’intera società, ho preso la decisione di tornare alla guida di questa squadra». Vacondio dovrà innanzitutto risollevare una classifica, nel girone D della Serie D, assolutamente deficitaria, con appena due punti conquistati nelle prime cinque partite stagionali e caratterizzata da una serie di tre sconfitte consecutive nelle ultime tre gare disputate. Ciò nonostante, come ci spiega lo stesso diretto interessato, impossibile chiedergli di fare miracoli: «Quest’anno si è deciso di allestire una squadra low-cost, riducendo le spese durante la campagna acquisti e il budget stagionale. In organico ci sono tanti, forse troppi, elementi giovani e giusto un paio di esperienza. Con questi presupposti è impossibile puntare a qualcosa che vada oltre la salvezza tramite i play out. Tuttavia, ho visto giocare la Bagnolese in questo avvio di stagione e credo che in alcune partite, ad esempio con Mezzolara e Formigine, abbia disputato delle ottime prestazioni e raccolto molto meno di quanto avrebbe meritato. Non posso risolvere da solo tutti i problemi della Bagnolese, ma credo di essere la persona che conosce meglio di tutti quest’ambiente». Vacondio subentra, di fatto, al suo allievo Olorunleke, il quale rimarrà comunque all’interno dello staff rossoblu proprio per volere dello stesso tecnico: «Ho avuto Leke prima come giocatore poi come assistente, per questo motivo quando il presidente mi ha chiamato per chiedermi di ritornare, per l’ottava volta in carriera, sulla panchina della Bagnolese ho posto come unica condizione imprescindibile quella che lui rimanesse al mio fianco nell’organigramma tecnico».

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