Saranno Campioni al Cinecittà Due

 

di Delfina Maria D’Ambrosio

 

Nell’ultima puntata del 2015 Saranno Campioni ha fatto tappa al centro sportivo Cinecittà Due alla scoperta di ben due realtà: il Cinecittà Bettini e il San Lorenzo. Massimo Piangerelli, direttore sportivo, ci ha parlato di questa convivenza e degli obiettivi futuri: “La famiglia Monti è proprietaria del Cinecittà Bettini e qualche anno fa ha acquisito anche il San Lorenzo, dopo di che le due società hanno continuato a vivere separatamente. Nella scuola calcio una parte dei bambini è  tesserata con il San lorenzo e una parte con il Cinecittà Bettini, mentre il settore giovanile è quasi tutto San Lorenzo. Stiamo cercando di fare una fusione, che è in progetto nel futuro prossimo. Intanto lavoriamo per crescere e devo dire che negli ultimi due anni siamo passati da 240 ragazzi a oltre 350 nella scuola calcio, ovviamente vogliamo sempre dare un servizio di qualità e stiamo investendo molto sui tecnici che sono poi affiancati da dei ragazzi formati da noi anche grazie all’aiuto della AS Roma, visto che siamo centro Academy e possiamo fare formazione dei tecnici a Trigoria. C’è poi da dire che ci alleniamo in uno dei centri più belli di Roma. Ci sono gli spazi giusti per fare allenamnto, i genitori possono seguirli e ci sono strutture per attività sociali, abbiamo poi i campi di padel e tanti spazi di aggregazione come il bar e il ristorante. Ospitiamo dei ragazzi disabili due volte a settimana e siamo aperti a qualsiasi iniziativa, l’obiettivo è quello di fare sport agonistico ma in maniera meno stressante, senza  dare troppe illusioni”. Massimo Piangerelli ci ha parlato anche del settore giovanile: “Il nostro obiettivo è di portare più ragazzi possibili della nostra scuola calcio ad arrivare alle squadre agonistiche  e cerchiamo di fare bene in tutte le categorie. La nostra aspirazione principale è però quella di far crescere i ragazzi, farli allenare nella maniera migliore. Per noi il genitore non deve chiedere quanto abbiamo vinto ma quanto è cresciuto il proprio figlio”.

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