Italia femminile: un giorno in ritiro

Di Flavio Grisoli

Duro lavoro, tanto lavoro. Finché una specie di tromba d’aria, a seduta pomeridiana già conclusa, fa scappare via tutti negli spogliatoi. Potremmo riassumere così la giornata che abbiamo passato a Coverciano, sede del Centro Tecnico Federale e campo base della Nazionale femminile che si sta preparando per il Campionato Europeo di metà luglio. Fortunatamente il maltempo ha risparmiato le ragazze (e anche noi) durante l’allenamento, che ha visto le 30 convocate per questa seconda fase del raduno (ora l’organico è al completo, dopo l’arrivo del gruppo di giocatrici di Fiorentina e Brescia) affrontare due ore di lavoro agli ordini del CT Cabrini e del suo vice Amendola. Prima parte di lavoro col pallone tra coni, “cinesini” e paletti, poi schemi d’attacco con cross dalle fasce, lavoro di forza e partitella finale. Tutto il gruppo molto attento e coinvolto, in un clima comunque molto disteso. A fine seduta, Cabrini si è concesso alle nostre domande, facendo il punto della situazione: “Ora c’è il gruppo al completo, le ragazze sono in discreta forma. C’è da lavorare in queste settimane per portare la squadra ad un livello fisico importante, perché sappiamo cosa sono in grado di dare sotto questo punto di vista le nostre avversarie nel girone dell’Europeo, e quindi dovremo essere molto preparati”. Molti colleghi del nostro CT hanno annunciato da tempo la lista delle 23, forse una mossa un po’ azzardata: “E’ una scelta probabilmente mirata. Da parte nostra c’è la volontà di avere la massima consapevolezza delle scelte fatte, quindi annunceremo la lista il giorno 5″. Riguardo le avversarie che affronteremo in Olanda: Germania, Svezia, Russia. Sicuramente un girone molto complicato: “Girone di ferro – aggiunge Cabrini – molto difficile. Però noi non dobbiamo avere paura, dobbiamo essere consapevoli che se a livello fisico non saremo alla pari delle nostre avversarie, dal punto di vista mentale dovremo essere superiori. Non dobbiamo assolutamente entrare in campo con la paura di affrontare due avversarie che hanno giocato la finale delle Olimpiadi di Rio – Germania e Svezia – poi il nostro ‘miracolo’ l’abbiamo fatto riuscendoci a qualificare, cosa che non era affatto scontata. E’ vero che i miracoli succedono una volta sola, però noi vogliamo costruircene un altro, regalandoci la qualificazione ai quarti di finale”. La Fiorentina ha vinto campionato e Coppa Italia da società professionistica, adesso è arrivata la Juventus: da ex giocatore dei bianconeri, sicuramente Cabrini avrà provato grande soddisfazione e poi che cosa potrà portare al movimento femminile l’ingresso dei torinesi? “Certamente è un’entrata importante per tutto il movimento, perché come vediamo anche nel maschile, quando si muove la Juventus si muovono poi tutte le altre. Ora, avranno molto lavoro da fare perché devono costruire la squadra e fare determinate scelte, poi la Fiorentina è partita con due anni di anticipo, il Sassuolo e l’Empoli parteciperanno alla Serie A, si stanno avvicinando anche altre squadre: il quadro sta diventando molto più interessante. Vedo che sta cambiando qualcosa a livello di mentalità, di approccio nei confronti del movimento femminile, e l’ingresso delle società professionistiche maschili non può che far migliorare questo aspetto”. Abbiamo poi avuto modo di tastare il polso delle ragazze grazie alle “testimonianze” di tre giocatrici: Alia Guagni, Federica Di Criscio ed Elisa Bartoli. Per la centrocampista della Fiorentina, che ha realizzato il gol decisivo nella finale di Coppa Italia contro il Brescia, una settimana di riposo e da lunedì scorso in ritiro con le compagne: “Sì, abbiamo avuto qualche giorno per ricaricare le batterie e ora torniamo al lavoro per raggiungere un grande obiettivo. Stiamo già lavorando molto bene, sappiamo che avremo ancora diversi giorni di lavoro duro, ma lo facciamo con piacere e con voglia perché sappiamo che ne beneficeremo durante il torneo”. Rubiamo una battuta a Guagni sull’ingresso dela Juventus nel femminile: il presidente Mencucci, stuzzicato sull’argomento la sera della Coppa Italia (con la notizia fresca di tweet…), ha parlato di pruriti. Per Alia Guagni è lo stesso: “Eh, certo che quando si parla di Fiorentina-Juventus a Firenze non è mai una partita normale però sono contenta che siano entrati anche loro perché non può che fare bene per il movimento. Poi, ce la giocheremo il prossimo anno”. Con Federica Di Criscio, difensore che ha giocato fino al termine di questa stagione con la maglia dell’AGSM Verona (e ora sarà uno dei prezzi pregiati del prossimo mercato estivo), abbiamo parlato del girone che affronteremo: “Poteva sicuramente andare meglio, però abbiamo già dimostrato di potercela giocare. Non sarà facile, però ci proveremo fino in fondo e vogliamo far vedere grande carattere e farci valere”. Nonostante abbia solamente 24 anni (è nata a Lanciano il 12 maggio 1993), Di Criscio ha già diverse stagioni alle spalle: come vede il futuro del calcio femminile: “Io vedo che si sta cominciando a muovere qualcosa, con l’introduzione dell’obbligo delle Under 12, che comunque saranno il nostro futuro. Tante società si stanno avvicinando, e io non posso che invitare tante altre ad investire nel nostro mondo, che dà tante soddisfazioni. Anche perché abbiamo ampiamente dimostrato di saper giocare a calcio e dimostrato che questo sport non è solamente maschile”. La nostra carrellata termina con Elisa Bartoli, difensore dela Fiorentina: “Dopo una stagione fantastica, ora si azzera tutto e ci si rimette al lavoro per nuove sfide e nuovi obiettivi da raggiungere. Sarà complicato, ma noi siamo determinate a fare bene e conquistare qualcosa di importante”. Anche a Bartoli (che ha due anni in più rispetto a Di Criscio) domandiamo come vede quanto si sta muovendo intorno al movimento femminile: “Sono felice che si stia cominciando a creare interesse da parte delle società maschili, che possono dare un impulso importante per la nostra crescita”.

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