Sara Gama, presidente della commissione del non sviluppo del calcio femminile

di Flavio Grisoli

 

Intanto, i fatti. Incontrovertibili. In quattro anni circa di impegno di Professione Calcio nel calcio femminile abbiamo trasmesso oltre 100 partite tra dirette e differite. Serie A, Serie B, Coppa Italia, Supercoppa e Champions League. Mai nessuna televisione ha mai fatto tanto per il movimento calcistico in rosa in Italia. Questo è un dato di fatto, che non è smentibile da nessuno. Detto questo, vengo al punto. Ribadendo anche concetti che avevo già espresso nel corso delle passate settimane. Perché se prima avevo avuto modo di lamentarmi del fatto che la Federcalcio non si fosse preoccupata di fare la benché minima menzione del fatto che avremmo trasmesso le partite della Nazionale all’Europeo in diretta, ora se possibile si è riusciti a sprofondare ancora più in basso. Non ne faccio un discorso “personalistico” perché l’azienda per la quale lavoro è implicata, ma mi faccio delle domande. E’ il mio lavoro. E queste domande me le pongo sia da addetto ai lavori che da utente televisivo. E, se posso permettermi, anche da persona affezionata al calcio femminile, visto che da quattro anni praticamente ogni settimana sono su uno dei campi a commentare una gara in diretta. Nell’ambito di un progetto editoriale rivolto in maniera molto sbilanciata verso il calcio femminile, penso che sia una cosa normale che, qualora se ne presenti l’opportunità, ci si possa interessare al “prodotto” Campionato Europeo. L’opportunità si è presentata perché nessuna televisione, e ribadisco nessuna, aveva il benché minimo interesse nel trasmettere le partite della Nazionale Femminile Italiana. Neanche la Rai. Alla quale il prodotto era stato offerto in prima istanza. L’hanno rifiutato, anche in differita. Perché il loro palinsesto è occupato dai Mondiali di nuoto e di atletica. Quindi, fino al 25 aprile di quest’anno, la Nazionale di calcio femminile italiana all’Europeo era oscurata. Questo è un dato di fatto, non smentibile da alcuno. Il 25 aprile abbiamo trovato l’accordo con la UEFA e con Eurosport e pensavamo di aver reso un bel servizio al calcio femminile italiano. Pensavamo. Volevamo farlo non solo trasmettendo le partite, ma anche seguendo la squadra direttamente dall’Olanda, trasmettendo uno speciale in prima serata tutti i giorni con le immagini degli allenamenti, interviste alle ragazze e allo staff tecnico. Questo progetto è stato sottoposto all’attenzione della Federcalcio immediatamente dopo aver avuto la certezza di aver acquisito i diritti. Ad aprile. Nel frattempo, dall’interno della FIGC, importantissimi esponenti federali si sono adoperati in ogni modo per cercare di toglierci di mezzo. Di toglierci dei diritti che avevamo regolarmente acquisito. Perché, secondo questi personaggi, “la Nazionale deve andare sulla Rai”. Peccato che, vale la pena ricordarlo, alla Rai del calcio femminile non importa nulla. Io non ho nulla contro l’azienda pubblica, per carità. Sono scelte editoriali, e non si discutono. Ma le cose vanno dette per come stanno, perché c’è qualcuno/a che forse non l’ha capito molto bene. Se ne dovrebbero essere accorti, perché negli ultimi anni la Rai di calcio femminile non ha trasmesso niente. Se non la Nazionale, qualcosa di Champions (ma poi si è disinteressata anche di quella: tanto è vero che quest’anno abbiamo trasmesso tutte le partite di Brescia e Verona, compresa la gara in trasferta in Danimarca delle Leonesse) e pochissimo altro. Nonostante tutto, è stato cercato in ogni modo (anche interpellando ministri da quello che ho capito) di farci desistere da un qualcosa che noi avevamo tutto il diritto di portare avanti. Oltre che la voglia, perché pensavamo di avere perlomeno buon accredito presso le ragazze. Quelle che più di ogni altro personaggio che gravita in questo strano mondo dovrebbero avere interesse ad avere visibilità. Bene, a quanto pare mi sbagliavo anche su questo. Il presidente Tavecchio, dopo la sua rielezione ha nominato Sara Gama presidente della Commissione Sviluppo del calcio femminile. Ne fanno parte i presidenti delle varie componenti e come uditori (uditori!) il delegato per il calcio femminile della LND (l’organo che gestisce i campionati femminili, mah…), e il presidente del Settore Giovanile e Scolastico. Ieri a Firenze, in occasione dello scatto della foto di gruppo della Nazionale che domani partirà per l’Olanda, si è riunita la Commissione, che aveva sul tavolo la nostra proposta. Erano presenti Gama, Tavecchio (è andato via dopo pochi minuti), il direttore generale della FIGC Uva (anche lui ha abbandonato i lavori dopo poco), il presidente della Lega di Serie C Gravina, il presidente della Divisione Calcio a 5 Montemurro e il presidente del Settore Giovanile e Scolastico Tisci. Per farla breve, e stando a quanto ci hanno riportato i presenti al termine della riunione, Sara Gama si è rifiutata categoricamente di accettare la nostra proposta di dare visibilità aggiuntiva alla Nazionale femminile all’Europeo adducendo la giustificazione che “noi (parlando quindi a quanto pare anche a nome delle altre) vogliamo andare sulla Rai. Il presidente sono io e quindi decido io”. Lo stupore, e anche il disappunto, di uomini di sport molto navigati di fronte all’atteggiamento anche un po’ arrogante di Gama era evidente. Ma a parte questo, ora io mi domando: lo sa Sara Gama che la Rai ha rifiutato i diritti della Nazionale femminile all’Europeo e che solo di fronte all’insistenza di un importantissimo dirigente della FIGC hanno avanzato la richiesta di trasmettere le gare in differita (cosa che abbiamo concesso a partire dalle 23.30)? Davvero Sara Gama parla a nome di tutte le giocatrici? Si è mai chiesta Sara Gama perché solo un’emittente “piccola” e probabilmente non ritenuta da lei all’altezza (non da Eurosport; non dalla Uefa; non dai tifosi che continuano a ringraziarci sui social e anche sui campi per quello che facciamo; non dalle società che sono sempre felicissime di accoglierci quando arriviamo da loro per dirette, ma anche per interviste e speciali) si interessi da quattro anni a questa parte al calcio femminile in Italia? Perché la Rai, Mediaset, La7, Sky, Discovery non si interessano al calcio femminile e invece solo Nuvola61 e Professione Calcio sì? Se l’è chiesto questo, Sara Gama? A queste domande sarebbero gradite delle risposte. Ma non a noi, perché al di là della delusione per un lavoro che pensavamo potesse rendere merito alle ragazze, le partite le trasmetteremo comunque, ma le deve a tutto il movimento. E forse anche al presidente Tavecchio, che ha nominato Gama a capo della commissione perché pensava potesse dare un contributo fattivo per la crescita del calcio femminile. E che tutto si immaginava, quando ha abbandonato i lavori per tornare a Roma, tranne che proprio la principale protagonista dell’evento si rifiutasse di andare in televisione, adducendo peraltro motivazioni poco plausibili. Alla luce di questo, Tavecchio dovrebbe prendere provvedimenti, anche drastici. Per quanto riguarda noi, se davvero le giocatrici della Nazionale ritengono di “valere” di più, e “meritare” altri palcoscenici televisivi, allora potremmo anche riconsiderare il nostro impegno totale nel calcio femminile. Perché se siamo invisi alle giocatrici, allora tanto vale lasciar perdere. E augurarci per loro che qualcun altro decida di interessarsi al calcio femminile in Italia.

 

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