“Se si continua con i raccomandati, non si crescerà mai”

 

 

 

 

 

 

 

 

di Flavio Grisoli

Ci stiamo avvicinando ad un campionato di Serie A femminile possiamo dire nuovo: sia da un punto di vista della formula, perché finalmente non ci saranno più sei squadre a dover lottare da regolamento per la salvezza, sia perché con l’arrivo della Juventus gli equilibri cambiano ancora. Abbiamo parlato di questo e di altro con il tecnico dell’AGSM Verona Renato Longega: «Io credo che sarà un campionato diverso, ma sicuramente avvvincente, molto equilibrato. Resta ancora da capire come si muoveranno queste società professionistiche, perché fino ad ora abbiamo sentito tante chiacchiere, ma di ufficiale non c’è niente. Per quanto riguarda noi, il Brescia, il Mozzanica, il Tavagnacco, dovremo cominciare a guardare le cose da un’ottica diversa: non si potrà mai competere economicamente con queste realtà, quindi serviranno le idee e la competenza. Per quanto ci riguarda noi abbiamo cominciato già da qualche stagione a puntare su giocatrici giovani e di proprietà». Il presidente Cesari qualche settimana fa si era lamentato del fatto che soprattutto la Juventus si stava muovendo sul mercato in maniera poco ortodossa, chiamando direttamente le giocatrici e addirittura le famiglie. La risposta di Longega è tranchant: «Bé, la Juventus sta facendo quello che prima magari faceva lui e altre squadre, quindi non è che mi scandalizzo più di tanto». Piuttosto Longega si trova d’accordo col numero uno biancoblu sul fatto che al momento non c’è un incremento delle tesserate con l’ingresso delle società professionistiche: «Sì, esattamente. Perché Juventus, Fiorentina e poi sicuramente anche altre che verranno si spartiranno le migliori giocatrici, ma prendere ragazze dal Brescia, dal Verona, dal Mozzanica non sposta la bilancia in margine positivo. Il problema del futuro del calcio femminile è far crescere le ragazzine, aumentare il numero delle praticanti». Anche a Longega chiediamo se non sia il caso che la FIGC si faccia carico della parte sportiva del calcio femminile, visto che ne gestisce le finanze per la promozione e lo sviluppo e si occupa delle Nazionali. Il tecnico del Verona, vincitore dello Scudetto nel 2015, non le manda a dire: «La Nazionale è un punto particolare della questione. Se io ho un’azienda e devo assumere qualcuno, mi faccio dare un curriculum, non le raccomandazioni. Qui purtroppo siamo in un ambiente dove uno si sa perché è entrato e la prossima si sa perché entrerà». Chiaro è il riferimento all’attuale CT Cabrini e a quella che sembra l’erede designata, Milena Bertolini. «Non si fa il bene del calcio femminile in questo modo. Se si vuole davvero sviluppare il movimento bisogna darlo in mano a chi è davvero in grado di gestirlo, dalla parte organizzativa a quella sportiva. Altrimenti andiamo avanti sempre con la solita musica, il livello sarà sempre lo stesso, anche in Nazionale. Non ci sarà Cabrini, ci sarà un’altra raccomandata».

 

® Riproduzione Riservata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un Commento