Elezioni FIGC: è iniziato il countdown

 

di Maurizio Elviretti

 

Proseguono le grandi manovre verso le elezioni federali del prossimo 29 gennaio per trovare l’erede di Carlo Tavecchio. Attualmente i nomi più caldi che circolano sono quelli di Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro, e Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Il terzo candidato, più suggestivo ma meno probabile, potrebbe essere Damiano Tommasi, numero uno dell’Assocalciatori. I primi due non sarebbero intenzionati a trovare un punto d’incontro, preferendo quindi correre ognuno per se. Gravina parte dal 17% della sua componente, Sibilia del 34% dai dilettanti. Potrebbe risultare dunque decisiva la fetta di voti che andrà a Tommasi. I calciatori rappresentano il 20% e con loro ci dovrebbe essere il 10% garantito dagli allenatori, e quindi da Ulivieri, primo sostenitore dell’ex centrocampista della Roma. Quest’ultimo però, potrebbe rinunciare alla candidatura per scendere a compromessi con Gravina o Sibilia. Un compromesso che potrebbe portare l’Aic al controllo del Club Italia, quindi alla gestione delle nazionali azzurre, con un presidente che viene dal campo (Costacurta, Maldini, Paolo Rossi). Se con Gravina un accordo del genere pare improbabile, Sibilia sembra sulla buona strada. Proprio quest’ultimo però ha fatto sapere di voler presentare la sua candidatura alla massima poltrona della Federcalcio, senza “alzarsi” da quella della Lega Nazionale Dilettanti. Un gesto molto poco coraggioso, quel coraggio avuto due anni fa da Andrea Abodi, ex presidente della Lega di B, dimessosi per sfidare Tavecchio. Quel coraggio che oggi serve, senza se e senza ma, per guidare un giocattolo così delicato come la FIGC.

 

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