Gabbanini, veleno sulla Pistoiese

Leonardo Gabbanini

 

di Filippo Gherardi

 

La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri: Leonardo Gabbanini non è più l’allenatore della Pistoiese. A pesare sulle sorti del giovanissimo allenatore scuola Fiorentina sei settimane, le ultime, caratterizzate da risultati quanto mai negativi che hanno portato in dote alla squadra toscana appena 4 punti, frutto di una sola vittoria, un pareggio e ben quattro sconfitte. Intervistato all’indomani della notizia del suo esonero, Gabbanini ci consegna delle prime, e personalissime, analisi a caldo: «Cosa è cambiato da inizio campionato (15 punti su 7 partite per la Pistoiese) in poi? Semplice, la squadra! Abbiamo perso strada facendo giocatori troppo importanti, primo fra tutti il nostro capitano Anzalone, un elemento intorno a cui girava l’intero scacchiere tattico e capace di fare la differenza in un campionato come questo. Oltre a lui sono andati via altri sette giocatori, e in cambio ne sono arrivati altrettanti, tra cui cinque attaccanti. È difficile riorganizzare così all’improvviso un’intera squadra e non è un caso il calo, evidente, mostrato nei risultati ad inizio del girone di ritorno. Occorreva più comunicazione e collaborazione tra staff tecnico e società». Rammarico, come prevedibile, nelle parole di Gabbanini e nel guardarsi indietro per valutare alcune dinamiche, apparentemente, difficili da spiegare anche per lo stesso diretto interessato: «Serviva liquidità, e per questo si è deciso di vendere così tanti giocatori pur correndo il rischio, come puntualmente è successo, di penalizzare il rendimento della squadra. Purtroppo, ai giorni d’oggi, in un campionato come quello di Serie D sono soprattutto i soldi, ancor prima delle qualità tecniche, a fare la differenza. Ciò nonostante, sono rimasto sorpreso dalle scelte prese in fase gestionale. Ad inizio anno, quando sono arrivato, mi aspettavo maggiore programmazione considerato il blasone della squadra e l’attaccamento dei tifosi e dell’intero ambiente, ed invece mi sono ritrovato, da subito, una situazione precaria che non prevedeva, tra gli altri, nemmeno un direttore sportivo». A raccogliere l’eredità di Gabbanini sarà Massimo Morgia, tecnico esperto e con trascorsi importanti anche in categorie superiori: «Morgia è un allenatore navigato, avrà la fortuna di trovarsi una squadra preparata dal punto di vista atletico e composta da giocatori seri e professionali. Lasciando la Pistoiese, il ricordo più bello che conserverò riguarda proprio i ragazzi. Si sono sempre dimostrati disponibili e capaci di fronteggiare, nel modo migliore, le difficoltà che hanno condizionato questa stagione. Mi auguro che Morgia riesca a trasmettergli gli stimoli giusti, così facendo sono sicuro che riusciranno a disputare un’ottima ultima parte di campionato».

 

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