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Il Real Vicenza esonera Marcolini

 

di Maurizio Elviretti

 

Nel pomeriggio di ieri il Real Vicenza ha comunicato una sorprendente decisione: Michele Marcolini non è più il tecnico dei biancorossi. L’ormai ex mister dei vicentini e il suo vice Mandelli sono stati infatti sollevati dall’incarico dopo la sconfitta interna con il Como. La decisione è stata presa tutt’altro che bene dalla squadra che si è rifiutata di scendere in campo per la seduta d’allenamento quotidiana. «Purtroppo i risultati dell’ultimo periodo non sono stati entusiasmanti, ma è anche vero che abbiamo incontrato tutte le prime della classe. A mio modo di vedere nonostante i pochi punti, le risposte che arrivavano dal campo non erano male, le prestazioni non sono mai mancate e ai ragazzi non posso rimproverare nulla». Queste le prime dichiarazioni dell’ex Marcolini che, raggiunto telefonicamente ha spiegato: «Chi fa il mio mestiere si deve sempre sentire in discussione, fa parte del gioco. Evidentemente al presidente non soddisfaceva l’attuale piazzamento in classifica e ha deciso di dare una scossa all’ambiente. Prendo questa decisione con la massima serenità, consapevole di aver fatto e dato sempre il massimo. Dispiace solo che dopo questo tour de force iniziava un calendario più abbordabile, dove con qualche vittoria –conclude Marcolini- si poteva tornare subito in alto». Sarà Paolo Favaretto, ex Delta Porto Tolle, a prendere in mano le redini biancorosse, in uno spogliatoio che ad oggi, con il rifiuto da parte dei giocatori, tutt’altro che sereno.

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Favaretto: “Un cambiamento è necessario nel nostro sistema calcio”

 

di Valerio Zuddas

 

Dopo aver disputato una stagione da protagonista con il Delta Porto Tolle, Paolo Favaretto resta alla finestra in attesa della chiamata giusta. Il tecnico veneto ai nostri microfoni ci ha parlato del mercato delle squadre di Lega Pro, commentando anche il difficile momento che sta attraversando il calcio italiano: “In questi giorni sto seguendo molto i trasferimenti delle squadre e devo dire che quello di questa estate è un mercato un po’ anomalo, con alcune società attivissime e altre totalmente ferme. Per avere un quadro più chiaro della situazione bisognerà comunque aspettare di vedere come si evolverà la situazione ripescaggi. Crisi del calcio italiano? Io credo che in questo momento un effettivo cambiamento sia necessario nel nostro sistema calcio. A livello di nazionale, nonostante la brutta figura fatta in Brasile, è comunque lecito aspettarsi tutto, visto che storicamente riusciamo ad esaltarci in questi momenti di difficoltà. Gli altri paesi, non solo europei, sono al momento più avanti rispetto a noi perchè hanno iniziato già da tempo un lavoro di rinovamento importante anche a livello di federazione. All’estero ci sono altre realtà diverse dalle nostre, soprattutto a livello economico: il nostro calcio è basato sulle proprietà, con i presidenti che facevano investimenti unicamente sulle prime squadre, l’importante è solo il risultato. Adesso serve un input diverso anche da parte di vertici della federazione, dovrebbero cambiare radicalmente i tipi di gestione dei club. Dobbiamo cercare di prendere spunto dagli altri modelli, non copiando ma cercando di proporre un sistema proprio. Fondamentale nei giorni d’oggi, è l’autofinanziamento: il calcio è sempre più un’azienda vera e propria (alcune squadre non sono limitate alla figura del presidente che investe ma hanno l’azionariato popolare, come il Real Madrid o il Barcellona) e con questa crisi economica diventano sempre più importanti gli stadi di proprietà, in grado di garantire introiti alle società. Un’altra cosa in cui credo fortemente sono le seconde squadre: io ho lavorato per un anno e mezzo nel settore giovanile del Padova e ci sono delle realtà come Inter, Juventus o Milan che nel girone giocano effettivamente tre o quattro partite, le altre vengono vinte tutte con troppa facilità perchè c’è troppa differenza. I ragazzi devono misurarsi con delle realtà diverse, disputando un campionato vero, come fanno in Spagna. Inoltre questo sarebbe un parametro di valutazione importante per vedere se i giocatori sono pronti o no a far parte di una prima squadra. Albertini? Lo stimo molto, ha fatto calcio e sa benissimo quali possono essere le problematiche dei calciatori e delle società”.

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Torres, idea Favaretto?

 

di Valerio Zuddas

 

Lavori in corso in casa Torres. Il club sardo in questi giorni è alle prese con la messa a punto di alcuni aspetti necessari per la presentazione della domanda di ripescaggio, tra cui la messa a norma dell’impianto di gioco e altre documentazioni. Nei giorni scorsi è però anche stata sancita una sorta di fusione con la squadra di calcio femminile della Torres: il presidente del club sarà sempre Domenico Capitani, mentre il presidente onorario sarà il proprietario del team femminile, Leonardo Marras. Intanto, sul fronte mercato spunta un nuovo nome per quanto riguarda la panchina rosso-blu: secondo le ultime indiscrezioni, il direttore sportivo, Enzo Nucifora, avrebbe infatti contattato Paolo Favaretto, protagonista di una grande stagione alla guida del Delta Porto Tolle, nonostante la retrocessione maturata nella finale play-out contro il Forlì. Raggiunto telefonicamente, il patron degli isolani, Domenico Capitani, ha fatto il punto della situazione sulle vicende societarie del club sardo: “Possiamo parlare a pieno titolo di fusione con la Torres femminile, i soci sono gli stessi. Siamo molto contenti di essere i precursori di questo tipo di collaborazioni in Italia, ogni società dovrebbe avere una squadra ufficiale di calcio femminile, che è un settore in forte crescita. Per quanto riguarda la domanda di ripescaggio, siamo fiduciosi e abbiamo tutti i requisiti e le carte in regola per essere ripescati: adesso bisognerà solo conoscere quali saranno i termini di presentazione di tale domanda. La questione sponsor? Gli accordi che avevamo con Sardegna Promozione non sono stati rispettati e adesso loro sono anche in liquidazione: ci hanno creato un danno economico non indifferente. Favaretto? Il direttore lo ha contattato, ha fatto benissimo questa stagione, è un tecnico molto preparato: il suo è un profilo che ci piace ma adesso bisognerà il prima possibile sistemare altre questioni, altrimenti rischiamo di stare qui a parlare di aria fritta”.

 

 

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Delta Porto Tolle, Favaretto: “Verdetto amaro, questa società meritava la Lega Pro”

 

di Valerio Zuddas

 

A nessuno piace perdere ma veder sfumare una salvezza a pochi secondi dalla fine fa proprio male. Il Delta Porto Tolle è uscito sconfitto per 2 a 1 nella finale di ritorno dei play-out di Seconda Divisione contro il Forlì, diopo che i veneti si erano imposti per 3 a 2 nella gara di andata. La partita è stata a dir poco rocambolesca, con ben cinque giocatori espulsi (due tra le file dei biancoblu e tre tra i romagnoli) e con gli ospiti che erano addirittura passati in vantaggio grazie al calcio di rigore trasformato al 20′ del primo tempo da Segato; i padroni di casa avevano poi pareggiato sempre con un tiro dal dischetto con Evangelisti poco prima dell’intervallo e infine erano riusciti a trovare il gol-salvezza grazie ad un capolavoro dalla distanza di Djuric, in pieno recupero ed in 8 contro 9. La retrocessione del Delta Porto Tolle non cancella però il grande campionato ed il grande lavoro svolto da mister Paolo Favaretto, che ha assunto la guida tecnica della squadra a stagione in corso, portandola dalla terzultima posizione fino alla finale dei play-out. Intervistato telefonicamente, l’allenatore dei biancoblu ha commentato questo verdetto e ha tracciato un bilancio della stagione appena conclusa: “Siamo veramente amareggiati, eravamo a pochi secondi dalla salvezza, poi siamo stati beffati da un tiro da fuori di Djuric. In alcuni fasi della gara siamo stati troppo frenetici e forse dovevamo gestire meglio alcune situazioni di gioco, come la doppia superiorità numerica, ma la tensione in queste partite è davvero alta ed è difficile riuscire a rimanere lucidi. Abbiamo avuto un paio di occasioni importanti su delle ripartenze in cui dovevamo essere più cinici. Sia noi che il Forlì non meritavamo la retrocessione -spiega il tecnico veneto- purtroppo è stato un campionato particolare e ci ritroviamo in Serie D dopo aver chiuso la stagione al decimo posto. L’arbitro? Ha usato un metro di giudizio forte ma coerente per tutta la gara, non mi posso lamentare. Il verdetto del campo dice che siamo retrocessi ma spero che potremo essere ripescati perchè questa è una società sana e all’avanguardia, il presidente è una persona serissima e ogni domenica i tifosi che ci seguono sono tantissimi, anche a Forlì erano in 300. Sarebbe ingiusto non vedere il Delta Porto Tolle in Lega Pro unica dopo una stagione così. Ringrazio comunque tutti i ragazzi per l’impegno che hanno messo in ogni partita e per come sono riusciti a rialzare la testa. Futuro? Nei prossimi giorni parlerò con la dirigenza, adesso stiamo ancora metabolizzando questa sconfitta, dipenderà molto da quale sarà alla fine la categoria in cui giocheremo. La mia volontà è quella di restare qui ma intanto rimango comunque alla finestra per monitorare alcune situazioni. Il Real Vicenza? Non è una destinazione fattibile”.

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Rossi e Favaretto, destini incrociati

 

di Valerio Zuddas

 

Finisce 3-2 per il Delta Porto Tolle l’andata della finale dei play-out del girone A di Seconda Divisione contro il Forlì. Il team biancoblu ha battuto in casa il team romagnolo proprio all’ultimo respiro grazie ad una rete di Gomes allo scadere che ha regalato la vittoria ai veneti dopo che per due volte erano passati in vantaggio nel primo tempo grazie ai gol di Pettarin e Petras e per due volte erano stati raggiunti dalle reti di Melandri e Drudi. In entrambi i confronti giocati in campionato aveva avuto la meglio il Forlì ma il Delta Porto Tolle ha dimostrato ancora una volta di essere davvero un osso duro: infatti, non è la prima volta che i veneti recuperano una partita nei minuti finali e la loro caratteristica fondamentale è proprio quella di non mollare mai. Raggiunto telefonicamente, il tecnico dei biancoblu, Paolo Favaretto ha commentato la vittoria di domenica e ci ha parlato anche della “sfida nella sfida” tra lui e l’allenatore del Forlì, Roberto Rossi, amico ed ex compagno di squadra ai tempi del Venezia di Alberto Zaccheroni: “Sia noi che il Forlì siamo due formazioni che giocano un calcio molto piacevole, era prevedibile una partita con molti gol. Anche questa volta non abbiamo mollato e siamo riusciti a portare a casa il risultato nei minuti finali, i ragazzi hanno mostrato grande carattere. Petras? Il suo curriculum parla da solo, ha fatto tanti anni la Champions e anche se la carta d’identità dice che non è più un ragazzino in questi match ti garantisce sempre l’esperienza giusta. Entrambi i gol subiti erano evitabilissimi, soprattutto il secondo di Drudi, ma giocare con questa tensione può portare anche a commettere degli errori grossolani. Al ritorno mancheranno sia Bertoli che Pettarin: sono due assenze pesanti ma ricordo che anche ad Alessandria chi li aveva sostituiti aveva fatto bene. Sarebbe una follia andare a Forlì pensando di fare calcoli. Noi dobbiamo giocare sempre per vincere, loro sono una squadra che ha battuto la Torres 3-0 nella semifinale di ritorno e hanno un pubblico importante; inoltre conosco Rossi, che è un amico, ne abbiamo passate tante insieme a Venezia e non lascerà nulla al caso”. Anche l’allenatore degli emiliani ricorda i tempi del periodo di Venezia insieme all’ex compagno Favaretto: “Io e Paolo siamo amici ma nei 90′ minuti di domenica saremo avversari. Abbiamo qualche acciaccato che dobbiamo recuperare in vista della partita come Docente e Tonelli ma credo che alla fine saranno tutti a disposizione. L’impostazione della partita sarà quella di sempre: entreremo in campo per vincere, non siamo capaci di giocare in maniera diversa, lo dovremo fare domenica prossima più che mai”.

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Il Delta Porto Tolle di Favaretto prepara la sfida al Forlì

 

di Valerio Zuddas

 

Appena 180 minuti separano il Delta Porto Tolle da una salvezza che sarebbe storica. I ragazzi di Paolo Favaretto accedono a questa finale dei play-out dopo aver eliminato anche il Cuneo di Ezio Rossi e adesso sono attesi alla doppia sfida contro il Forlì del bomber Daniele Melandri. Ancora una volta i biancoblu non erano partiti con i favori del pronostico ma hanno dimostrato di avere una forza mentale notevole, mandando a casa un Cuneo che, a livello di organico, era forse meglio attrezzato. Intervistato telefonicamente, l’allenatore dei veneti ha commentato quest’altra impresa e ha fatto il punto della situazione sullo stato di forma della sua squadra: “Siamo davvero soddisfatti di aver conquistato l’accesso a questa finale ma sappiamo benissimo che non è stato ancora fatto nulla -spiega Favaretto, diventato ormai uno specialista nelle imprese impossibili. Abbiamo fatto un cammino importante fino a qui, non bisogna mai dimenticare che siamo una piccola realtà che si sta confrontando con grandissime piazze e per noi il fatto di essere arrivati a questo punto rappresenta un orgoglio. Ci tengo a fare i complimenti al Cuneo che si è dimostrata veramente una squadra molto forte e ci ha messo in grande difficoltà in questi 180 minuti. Adesso affronteremo il Forlì, una formazione che abbiamo dimostrato di soffrire un po’, viste le due sconfitte in campionato; loro avranno, inoltre, il piccolo vantaggio della parità dei risultati, essendo arrivati un punto sopra di noi in classifica. Proprio questo dato però deve farci capire che non c’è poi così tanta differenza tra noi e loro. Sia noi che loro stiamo attraversando un ottimo momento e con il rientro degli squalificati avremo a disposizione tutto l’organico, a parte i soliti lungodegenti out per infortunio. Noi siamo sempre scesi in campo per vincere e lo faremo anche stavolta. L’obiettivo è quello di mantenere aperta la gara nei primi 90 minuti per poi provare a giocarcela al ritorno. Pordenone e Real Vicenza? Queste voci sono soltanto distrazioni, non sono il tipo che pensa alla prossima stagione con un traguardo così importante in ballo, non ci riuscirei nemmeno. Adesso sono concentrato soltanto sul Delta Porto Tolle, a fine campionato parlerò del mio futuro con il presidente e valuteremo”.

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Delta Porto Tolle, Favaretto: “Primo obiettivo centrato”

 

di Valerio Zuddas

 

A inizio campionato gli addetti ai lavori lo davano per spacciato e, invece, al termine della regular season, eccolo lì, decimo in classifica con i suoi 48 punti, tutt’altro che pochi in un campionato impossibile come la Seconda Divisione di quest’anno: il Delta Porto Tolle di Paolo Favaretto ha centrato l’accesso ai play-out, al termine di una rincorsa davvero incredibile. Molti infatti parlano del grande girone di ritorno disputato dalla Torres ma il team veneto, arrivato in classifica sopra la compagine sarda (pur avendo un budget di gran lunga inferiore), staccata di una lunghezza, si è dimostrato il vero specialista nelle rimonte. Dall’avvento in panchina di Paolo Favaretto, subentrato lo scorso novembre a stagione in corso, dopo aver preso il posto di Fabrizio Zuccarin, i bianco-blu hanno letteralmente cambiato marcia, abbandonando i bassi fondi della classifica e scalando numerose posizioni. Nel girone di ritorno sono arrivati addirittura 28 punti (7 vittorie, 7 pareggi ed appena 3 sconfitte) a testimonianza della giusta quadratura che l’ex tecnico del Venezia ha improntato alla squadra. Numeri importanti anche per quanto riguarda la frequenza e la continuità con la quale i veneti trovano il gol (a segno da 9 partite consecutive) e anche sotto l’aspetto del rendimento in trasferta (8 vittorie su 12 conquistate sono arrivate fuori casa). I ragazzi di Favaretto si sono contraddistinti soprattutto per la loro forza mentale, infatti nel corso della stagione sono riusciti a rimontare e a portare a casa delle partite in cui si erano trovati in svantaggio, come il rocambolesco 3 a 2 con il Castiglione e come la grande vittoria di domenica scorsa contro l’Alessandria, una gara in cui i bianco-blu si erano trovati in svantaggio con il gol messo a segno da Taddei al 19′ del primo tempo, ma che sono riusciti a ribaltare (complice anche l’espulsione di Sirri per i grigi), prima con il pari siglato da Segato e poi con la doppietta di Longobardi nella ripresa, che ha messo in cassaforte i tre punti e ha blindato l’accesso ai play-out, che si giocheranno contro il Cuneo di Ezio Rossi. Raggiunto telefonicamente, l’allenatore del Delta Porto Tolle ha commentato questo primo traguardo centrato: “Abbiamo speso tanto in questa rincorsa, sia a livello fisico che mentale -spiega Favaretto-  adesso avremo due settimane per preparare al meglio la sfida al Cuneo, una formazione molto difficile da affrontare in questo tipo di gare, non dimentichiamoci che l’anno scorso disputava il campionato di Prima Divisione. Noi comunque abbiamo un organico di tutto rispetto e fortunatamente recupereremo gli squalificati Gomes, Pettarin e Laurenti. Nella sfida con l’Alessandria abbiamo dimostrato ancora una volta di avere degli equilibri importanti, andare sotto al Moccagatta e portare a casa la vittoria non era per niente facile, considerando la forza dell’Alessandria e il fatto che quest’anno avevano perso in casa solamente con il Renate. Mi dispiace avergli rovinato la festa, anche all’andata li avevamo sconfitti, non gli portiamo particolarmente bene. Le motivazioni hanno fatto la differenza. Il carattere in queste categorie è una caratteristica fondamentale, soprattutto per il tipo di stagione che abbiamo dovuto disputare noi.  Nella gara con il Cuneo cercheremo di sfatare il nostro tabù casalingo, nelle ultime partite in casa non abbiamo raccolto quello che meritavamo, paradossalmente andiamo meglio in trasferta. Pur essendo una piccola realtà del calcio italiano, la nostra tifoseria in casa ci da un apporto non indifferente, lo stadio è sempre pieno ed ha una capienza di mille posti: considerando che in questo paese ci sono 10.000 abitanti, vuole dire che il 10% della popolazione segue in maniera attiva la squadra andando allo stadio. Futuro? Adesso non mi sembra il caso di parlare della prossima stagione in un momento così delicato, è chiaro che in caso di esito positivo non credo ci possano essere problemi per quanto riguarda la prossima stagione”.

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Delta Porto Tolle, Favaretto: “Obiettivo play-out”

 

di Valerio Zuddas

 

Continua a fare punti il Delta Porto Tolle di mister Paolo Favaretto, che ottiene un buon punto nello scontro salvezza con il Rimini, terminato 1-1; dall’avvento del tecnico in panchina, cinque mesi fa, ha collezionato nove vittorie, sette pareggi e soltanto quattro sconfitte, cambiando sostanzialmente l’andamento dei risultati. La compagine veneta adesso viaggia ad una media di 1,7 punti a partita, la stessa del Renate, che è la seconda forza del campionato. Raggiunto telefonicamente, l’allenatore dei bianco-blu, ha analizzato la stagione dei suoi ragazzi e ha fatto il punto della situazione su queste ultime quattro partite: “Stiamo collezionando delle prestazioni importanti e le stiamo abbinando ai risultati, che sono la cosa che conta di più in questo momento. Abbiamo una media punti altissima, in particolare nelle ultime cinque gare abbiamo fatto dieci punti: sono degli standard da prima della classe e se continueremo su questi livelli, sono convinto che potremo farcela a raggiungere la salvezza. Sinceramente, ora penso più a centrare i play-out, intanto sarebbe importante essere dentro a fine anno, poi ce la andremo a giocare. Quei due punti di penalizzazione pesano, eccome -ammette il mister- adesso avremmo potuto avere un distacco che ci avrebbe permesso di avere una maggiore tranquillità sulle inseguitrici. La società si sta muovendo, è stato fatto un ricorso e sono abbastanza fiduciosi, ma non si saprà nulla prima di  dieci giorni circa. Non dobbiamo guardare il calendario, partite facili non ce ne sono, abbia o visto come tutte le squadre onorino il campionato; il Bellaria la scorsa settimana è andato a vincere a Santarcangelo o come il Castiglione abbia battuto il Rimini: le insidie sono dietro l’angolo. Abbiamo tanti giovani in rosa e spero che possano avere un futuro nel professionismo: alcuni li avevo già allenati, altri li ho conosciuti quest’anno. Sarebbe ingiusto fare dei nomi in particolare, meriterebbero tutti un elogio, da Conti a Frigerio, allo stesso Dall’Ara. I tifosi? Ho sempre detto che questa sembra una piazza del sud per il calore della tifoseria e per il numero di persone che seguono la squadra allo stadio. Questo è un paese di 9000 abitanti e ogni domenica lo stadio di 1000 posti è sempre pieno: significa che oltre il10% della popolazione segue la squadra in maniera attiva. Vogliamo salvarci anche per loro. Questa è una realtà in crescita, in 7-8 anni è passata dalla Prima Categoria alla Lega Pro, e sta mettendo delle solide basi dal punto di vista economico e organizzativo. Futuro? Dipenderà tutto dall’esito finale della stagione, adesso è presto per parlarne”.

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Il Delta Porto Tolle centra l’ottavo risultato utile consecutivo

 

di Delfina Maria D’Ambrosio

 

Il Pareggio a reti bianche maturato ieri nella gara con il Cuneo ha permesso al Delta Porto Tolle di raggiungere l’ottavo risultato utile consecutivo. Una striscia importate per una squadra che dovrà fare di tutto per risalire la classifica che ad oggi  la vede al in zona retrocessione. Paolo Favaretto, tecnico del club, ha spiegato: «Da quando sono arrivato abbiamo conquistato ventiquattro punti in quattordici partite, stiamo cercando di risalire la china e per il momento abbiamo trovato sei vittorie, sei pareggi e due sconfitte. I numeri sono confortanti ma, come ho detto anche ai miei ragazzi, oggi non siamo salvi. Dobbiamo cercare prima di tutto di raggiungere i play-out, poi vedremo se saremo talmente bravi da salvarci direttamente, anche sui due punti di penalizzazione che ci hanno inflitto siamo fiduciosi, la società ha presentato ricorso e crediamo che le cose possano risolversi positivamente. Regalare la Lega Pro unica a questa piazza sarebbe un sogno, è una realtà di diecimila abitanti e trovare spazio tra le grandi, tra club dalla storia illustre, sarebbe davvero un grande regalo. La strada, però, è ancora lunga, noi dovremo dare il nostro meglio e continuare a lavorare duramente, ma sicuramente questi risultati mentalmente ci danno una spinta in più»

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Aprilia, fine stagione con l’amaro in bocca

 

di Filippo Gherardi

 

Un gol di Iazzetta all’ottantesimo minuto è costato all’Aprilia, malgrado una migliore posizione alla fine del campionato e il fatto di giocare in casa il match di ritorno, l’eliminazione nella semifinale dei play-off promozione del girone B di Seconda Divisione. Una doccia se non ghiacciata perlomeno “freddina” per la compagine biancoceleste, arrivata terza al termine della regular season e costretta a riporre nel cassetto i suoi sogni di salto di categoria proprio a ridosso del rush finale. Una delusione sintetizzata, come spesso succede, nelle parole del proprio allenatore, che in questo caso risponde al nome di Paolo Favaretto: «Il rammarico per l’eliminazione c’è, ma d’altronde queste sono partite da dentro-fuori in cui tutto può succedere ed in cui bisogna accettare il verdetto del campo. Complimenti al Teramo, per quel che ci riguarda abbiamo fatto il possibile e non ci portiamo dietro troppe recriminazioni, anche perchè credo che la squadra si sia ben comportata nel corso dei centottanta minuti e che l’eliminazione sia dovuta anche ad un pizzico di sfortuna». Quella che si sta vivendo, in queste ore post eliminazione, in casa Aprilia sembra essere la classica quiete dopo la tempesta, o nel caso specifico dopo una stagione intensa e stancante. Una calma, apparente, che lascia in sospeso anche il futuro e il destino dello stesso Favaretto: «Non ho avuto ancora nessun incontro con la società, e tanto meno nessun segnale da parte loro che mi possa far sbilanciare su quale sarà il mio futuro immediato. Rimango in attesa, nella speranza di ricevere notizie positive. Da parte del sottoscritto ci sarebbe la piena volontà di continuare a lavorare in un ambiente, e con una squadra, dove mi sono trovato molto bene in questi ultimi mesi. Al di là di tutto, e della situazione dell’Aprilia, sarei comunque contento di poter continuare ad allenare in questa categoria, magari per provare a raggiungere ciò che quest’anno abbiamo solo sfiorato». In chiusura, Favaretto aggiusta il tiro anche in merito a qualche dichiarazione riportata su alcuni siti d’informazione ed in cui lo stesso allenatore avrebbe, a parole, snobbato le altre due semifinaliste (L’Aquila e Chieti) definendo quella tra Aprilia e Teramo la più classica delle “finali anticipate”: «Non ho mai snobbato nessuno, e tanto meno due squadre come L’Aquila e Chieti molto forti e partite, ad inizio stagione, con importanti ambizioni. Ho soltanto detto che la nostra era una sfida di grande livello, tra la formazione che meglio era arrivata alla fine della stagione regolare (l’Aprilia) e quella che si approcciava a questi play-off con il morale più alto (il Teramo). La vittoria contro di noi ha aumentato, ulteriormente, l’entusiasmo del Teramo e per questo credo, senza troppi giri di parole, che sia da considerarsi la favorita per raggiungere la promozione».

 

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